Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è stato gratuito per anni per incentivare la sua adozione da parte dei cittadini italiani. Tuttavia, dal 2024 alcune società che gestiscono l’erogazione delle identità digitali (come Poste Italiane, Aruba, InfoCert, ecc.) hanno iniziato a rendere a pagamento il rilascio o il rinnovo dello SPID, in particolare per l’uso personale e non professionale.
Ecco perché ora può essere a pagamento:
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Fine dei contributi statali: inizialmente, i costi di gestione dello SPID erano in parte coperti da fondi pubblici per promuovere la diffusione del servizio. Questi contributi sono terminati o sono stati ridotti.
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Costi di gestione per gli identity provider: le aziende che forniscono SPID devono sostenere costi legati alla sicurezza, manutenzione dei sistemi, supporto clienti e verifica dell’identità. In assenza di finanziamenti pubblici, questi costi sono ora in parte trasferiti agli utenti.
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Modello commerciale: molte aziende stanno adottando un modello commerciale per garantire la sostenibilità del servizio nel lungo periodo, soprattutto per l’identità SPID di livello 2 o superiore.
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Alternative gratuite ancora disponibili (in parte): alcune modalità di rilascio dello SPID restano gratuite (ad esempio, per chi ha una CIE e usa l’app ID di Poste). Tuttavia, queste alternative possono essere più complesse o richiedere strumenti aggiuntivi.
In sintesi:
Lo SPID era gratuito perché lo Stato sosteneva economicamente la sua diffusione. Ora, con meno finanziamenti pubblici, i provider stanno facendo pagare per coprire i costi del servizio. Restano comunque opzioni gratuite o a basso costo, soprattutto se si utilizzano strumenti digitali autonomamente.











