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Da Pasolini a Camilleri, al via l’undicesima edizione di Elba Book Festival

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Sul palco Dacia Maraini, Aldo Nove, Daniela Lucangeli, Giulio Betti,

Ilide Carmignani, Giorgiomaria Cornelio, Loredana Lipperini e Gaetano Savatteri

Parole e immagini prima di tutto. Elba Book, il primo festival isolano dedicato all’editoria indipendente e alla difesa della “bibliodiversità” in Italia, rifiuta qualsiasi forma di conflitto e di prevaricazione sociale. Da martedì 15 a venerdì 18 luglio, nel borgo medievale di Rio nell’Elba, piazza del Popolo sarà letteralmente occupata da una ventina di case editrici coi loro stand, tra cui Marcos y Marcos, Mimesis, Exòrma, La Vita Felice, Le Plurali e Momo Edizioni. Dal tramonto, invece, piazza Matteotti diventerà il “salotto buono” della quattro giorni, ospitando scrittori, giornalisti, artisti, attori teatrali e professionisti del settore librario. Situato nell’ex versante minerario dell’isola nel Tirreno, il Comune di Rio ha maturato un approccio alla cultura lento e meditativo, investendo sul turismo letterario. Lo scorso dicembre, difatti, lo staff di Elba Book ha firmato il Patto per la Lettura del suo territorio e il concetto portante di questa undicesima edizione è proprio “chiavi di volta”. Per un lascito intellettuale che non sia solo memoria dei conflitti e dell’attitudine alla violenza dell’essere umano, il manifesto concepito da Andrea Lunghi, presidente del festival, e da Marco Barretta è volutamente provocatorio, avendo fatto indossare a un bimbo la casacca militare e l’elmetto della seconda guerra mondiale ereditati dal nonno; quasi l’indole bellicosa sia oggi egemone su qualsiasi altro pensiero volto alla collettività.

IN MEMORIA DI LORENZO CLARIS APPIANI

A inaugurare la kermesse, martedì 15, alle 18:45, sarà la cerimonia del decimo Premio Appianivinto da Fulvio Bertuccelli con la traduzione di Zamir, il romanzo di Hakan Günday, edito da Marcos y Marcos. A dieci anni dalla scomparsa del giovane avvocato Lorenzo Claris Appiani, ucciso nel Palazzo di Giustizia di Milano, ricorre il premio letterario che celebra la sua memoria e il legame con la terra d’origine, condotto da Ilide Carmignani. Concepito dai genitori Alberta Brambilla Pisoni e Aldo Claris Appiani con la direzione scientifica dell’Università per Stranieri di Siena, il riconoscimento intende trasformare una tragedia e le sue ombre indicibili in un’occasione valoriale e comunicativa attraverso un momento d’incontro umanistico. «Il Premio Appiani ha saputo dimostrare – aggiunge il rettore di Unistrasi Tomaso Montanari, che ha tenuto a battesimo diverse edizioni di Elba Book – ormai lungo dieci intensi e bellissimi anni, come si possa far sgorgare una cura anche dal peggiore dei mali. Non è umanamente possibile dare un senso all’uccisione di Lorenzo Claris Appiani. Ma ciò che il Premio ha saputo costruire in suo nome ha, invece, un senso profondo, e duraturo. In un mondo sempre più dominato da una idea violenta e impositiva di ‘identità’, finalizzata al primato e al possesso, lo studio della traduzione ha offerto una pratica di ascolto, meditazione, appropriazione pacifica e negoziata. Uno strumento di dialogo tra culture e lingue diverse, in nome della nostra comune umanità. L’arte, insomma, di comprendere l’altro, il diverso, lo straniero: la migliore, la più lungimirante, delle cure».

UN PROGRAMMA “PASOLINIANO”

Sempre martedì sera, alle 21:30, si passerà al dibattito “50 anni senza Pasolini” con Dacia MarainiLoredana LipperiniAldo Nove e Giorgiomaria Cornelio, moderati da Graziano Graziani. Mercoledì 16, alle 21:30, l’attenzione si sposterà sull’essere magister, diventando se stessi attraverso gli altri, con la lectio dell’esperta in psicologia dello sviluppo e dell’educazione Daniela Lucangeli. A ogni calar del sole, ancora in piazza Matteotti, sarà l’attore Marco Manfredi a interpretare i Comizi d’amore pasoliniani; mentre giovedì 17, alle 21:30, “da Vigata a Makari”, Gaetano Savatteri si addentrerà nel genere poliziesco fino a omaggiare la produzione di Andrea Camilleri, affiancato dalla noirista Eleonora Carta. Venerdì 18, alle 21:30, “le chiavi di volta del clima” saranno il fulcro del gran finale: insieme ai vincitori del quinto Premio Demetra per la letteratura ambientale indipendente, il divulgatore scientifico Giulio Betti ed Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, si confronteranno incalzati da Stefano Lamorgese.

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