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Ecco l’intervista più recente in cui Enrico Manieri, esperto forense di ballistica e analisi delle macchie di sangue (BPA), commenta il caso Garlasco:

🔎 Principali osservazioni di Manieri:

  1. Macchia sotto la cornetta del telefono

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    • La cornetta era apparentemente in posizione, ma una foto successiva mostra sangue proprio sotto di essa.

    • Manieri ha acquistato telefoni identici e condotto test: la cornetta doveva essere stata spostata prima che la goccia colpisse la base, oppure la goccia non sarebbe potuta arrivare lì. YouTube+8Bresciaoggi.it+8Giornale di Brescia+8

  2. Ricostruzione sperimentale

    • La BPA si basa sulla riproduzione: la forma ovale della macchia e la direzione indicano la necessità che il ricevitore fosse rimosso o spostato prima.

  3. Tracce sulle scale

    • L’impronta “33” (rilevata col ninhidrina) sul muro coincide con una suola diversa da quella già nota.

    • Un’impronta di suola “diversa” pare corrispondere alle scarpe trovate in un fosso a Groppello Cairoli, vicino la villetta. Ciò suggerisce la presenza di almeno due persone nell’abitazione il giorno dell’omicidio. Bresciaoggi.it+1Giornale di Brescia+1

  4. Dinamicità del trasporto del corpo

    • La disposizione delle macchie di sangue al centro dei gradini e la conformazione stretta e curva della scala indicano una caduta durante un tentativo di trasporto, con conseguente “rotolata” fino all’incastro finale. Mediaset Infinity+8Bresciaoggi.it+8YouTube+8

  5. Conclusione di Manieri

    • Sostiene che due persone abbiano agito: ruoli diversi nel movimento del corpo e impronte distinte ne sono la prova.

    • Pur evidenziando nuovi elementi, Manieri contestualizza: le prove disponibili oggi sono soprattutto fotografie d’archivio, senza più i reperti originali. Questo limita l’impatto giudiziario, ma lascia aperto il valore dal punto di vista investigativo. YouTube+2Bresciaoggi.it+2Giornale di Brescia+2


 

  • Manieri porta un approccio indipendente, basato su BPA e sperimentazioni tecniche.

  • Rileva elementi nuovi (telefono, impronte, caduta su scala) che supportano la teoria di un “secondo uomo” presente.

  • Le sue conclusioni sono state presentate alla difesa di Alberto Stasi, senza sostituirsi al percorso giudiziario, ma per offrire spunti di riflessione scientifica.

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