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Goma: milioni di vite minacciate dalla fame e dagli sfollamenti. La crisi peggiora, la solidarietà è urgente.
Milano, 15 Luglio 2025 – La provincia del Nord Kivu, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, è sull’orlo del collasso umanitario. Con oltre 21,2 milioni di persone bisognose di assistenza nel Paese e 7 milioni di sfollati interni, la popolazione paga il prezzo altissimo di un conflitto che devasta vite, comunità e futuro. I combattimenti, guidati in particolare dal gruppo armato M23, hanno provocato esodi di massa, lasciando dietro di sé distruzione e disperazione.

Nei villaggi adiacenti a Goma e al Centro Don Bosco Ngangi, la sofferenza si legge sui volti di chi è sopravvissuto. Famiglie intere, tornate alle proprie terre distrutte dopo mesi nei campi profughi, affrontano la fame quotidiana. Raccolgono verdure selvatiche, mangiano una volta al giorno, dormono a terra.

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Una madre racconta: «Quando ho lasciato il campo profughi di Goma, ho venduto tutto per pagare il trasporto. Sono arrivata qui senza nulla». E il quadro è ancora più drammatico per i bambini: scuole distrutte, futuro sospeso. Alcuni vagano nei villaggi, altri pensano di unirsi ai gruppi armati o di dedicarsi al commercio di strada. «Non vedo il mio futuro nella scuola. Vorrei imparare un mestiere e aiutare la mia famiglia», dice un giovane sfollato.

Secondo i dati raccolti dal VIS, il 70% delle famiglie consuma meno di due pasti al giorno e per molte le scorte non superano i cinque giorni. L’impennata dei prezzi (fino al 35% a Goma e Bukavu) ha escluso due famiglie su tre dai mercati locali.

Anche l’alloggio rappresenta una crisi nella crisi: oltre la metà delle famiglie vive in condizioni precarie e sovraffollate. L’84% non possiede materassi o coperte; il 75% non ha accesso a prodotti base per la propria igiene personale.

Di fronte a questa emergenza umanitaria, l’appello è chiaro: è tempo di agire.

Occorre rafforzare gli aiuti alimentari, sostenere i mezzi di sussistenza locali – come agricoltura e commercio – e proteggere le donne e i bambini, le prime vittime di questa tragedia. Ogni giorno di attesa significa vite perse, dignità calpestata, speranza spezzata.

I Salesiani, con il sostegno della Fondazione Opera Don Bosco Onlus, sono presenti sul territorio, accanto alle comunità colpite, per alleviare la sofferenza, ricostruire la speranza e preservare la dignità umana.

Il Nord e il Sud Kivu chiedono solidarietà. Ascoltiamoli.
 

LA FONDAZIONE Ispirata al pensiero educativo di San Giovanni Bosco, la FONDAZIONE OPERA DON BOSCO è una Onlus senza scopo di lucro che persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale. Nasce, infatti, per sostenere progetti socio-educativi e per aiutare le popolazioni colpite da calamità naturali e da emergenze umanitarie. La Fondazione Opera Don Bosco Onlus, per realizzare i propri scopi statutari e per rispondere alle richieste di aiuto provenienti da tutto il mondo, grazie alle donazioni dei benefattori, interviene direttamente sul territorio o attraverso programmi di sostegno a distanza, agisce in casi di emergenze umanitarie e si impegna nel fornire risorse materiali attraverso interventi strutturali con l’attivazione di vari progetti. 5X1000: CF 97659980151 www.operadonbosco.it – FB @OperaDonBoscoOnlus

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