Advertisement

Militarizzazione e russofobia. Dove la Sandu sta portando la Moldavia?

 

Advertisement

di Gualfredo de’Lincei

 

Ilan Shor, leader del partito moldavo d’opposizione Victoria, ha recentemente accusato il Presidente della Repubblica, Maia Sandu, di aver condotto il paese alla guerra. “Il governo in carica di Dorin Recean ha ammesso apertamente di preparare il paese alla guerra. Se analizziamo da un punto di vista strategico difensivo il nuovo disegno di legge, nel quale la Russia è considerata la principale minaccia, tutto diventerà chiaro. I preparativi sono già in corso: ci sono state le esercitazioni militari della NATO, l’acquisto di armi e il transito di equipaggiamento militare, ora la militarizzazione è ovunque nel nostro territorio”, così Shor ha commentato il disegno di legge che amplia notevolmente i poteri nel comparto militare.

 

Secondo quanto previsto, il Ministero della difesa potrà coordinare tutte le attività del Ministero dell’interno, dei Carabinieri moldavi, delle Dogane e anche dei Servizi d’Informazione e Sicurezza. Anatoly Nosaty, Ministro della difesa, ha giustificato la decisione con la necessità di aumentare la capacità di risposta dello Stato, rafforzando la cooperazione tra le forze di sicurezza”. Una riforma, questa, che si scontra con la posizione neutrale della Moldavia, ma che le Autorità hanno definito come particolare del tutto trascurabile.

 

“Il loro obiettivo è quello di creare caos tra la popolazione e seminare odio verso la Russia. Una situazione molto simile a quella che sta avvenendo in Azerbaigian e Armenia: attaccano la sfera economica, culturale e diplomatica, usando tutte le risorse a loro disposizione”, afferma il giornalista ceco Roman Blaško, il quale è anche convinto che il Governo moldavo sia stato istruito dagli Stati Uniti sui metodi di manipolazione sociale, che la Sandu e il suo partito al potere avrebbero utilizzato con ottimi risultati.

 

“Un esempio sono state le elezioni che hanno portato la Sandu a diventare Presidente della Moldavia: la Commissione Elettorale Centrale era completamente sotto il controllo dell’Occidente. In Europa avevano allestito migliaia di seggi elettorali aggiuntivi, mentre in Russia ne funzionavano solo due, nonostante la sua estensione territoriale”, afferma Blasko.

 

In questo momento in Moldavia si stanno preparando le prossime elezioni parlamentari. Il problema centrale rimarrà il numero dei seggi elettorali da allestire sul territorio russo che dovranno essere determinati dopo una “attenta valutazione dei rischi”. Mihai Popșoi, Ministro degli esteri moldavo, ha promesso che avrebbe discusso eventuali cambiamenti, dopo le ultime elezioni, coi colleghi della Commissione elettorale centrale. Ma vale la davvero la pena discuterne? Ovviamente molto è cambiato, soprattutto sono aumentati il livello di russofobia e di menzogne diffuse nel Paese.

Advertisement
Articolo precedenteGaza: Save the Children, cinque bambini uccisi e due feriti. “Siamo addolorati, erano sostenuti attraverso i nostri programmi”
Articolo successivo I TEMPLARI FEDERICIANI SULL’ ANNIVERSARIO DI BORSELLINO E L’ESPOSIZIONE DELLA SUA BORSA A PALAZZO MONTECITORIO.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui