20 luglio, Massa di Somma (NA). Commemorazione di Davide Sannino – Proposta educativa per le scuole italiane a 29 anni dalla sua uccisione cordiali saluti.
Nel giorno in cui ricorre il 29° anniversario della brutale uccisione a Massa di Somma in provincia di Napoli di Davide Sannino, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani desidera onorare la memoria di un giovane la cui unica colpa fu guardare negli occhi l’ingiustizia, senza abbassare lo sguardo.
Era il 20 luglio 1996. Davide aveva appena conseguito il diploma da odontotecnico e si accingeva a festeggiare quel traguardo con gli amici. In lui c’era la luce di chi si affaccia alla vita con speranza, con sogni, con coraggio. Ma bastò uno sguardo – quello sguardo che non accetta la prepotenza, che non si piega alla paura – per trasformare una serata di festa in una tragedia irreversibile. Quello sguardo fu interpretato come una sfida da chi della violenza aveva fatto legge. Uno sparo. Davide non tornò più a casa.
Oggi, a quasi tre decenni di distanza, la sua famiglia continua a pagare il prezzo dell’onestà. I fratelli Daniele e Jonathan sono stati costretti a chiudere momentaneamente la loro attività commerciale per “continue pressioni e minacce”. Una decisione dolorosa che racconta quanto sia ancora difficile, in alcune aree del nostro Paese, essere testimoni di legalità e memoria.
Non è solo una commemorazione, quella che oggi celebriamo. È un grido, un invito a tutte le coscienze civili, alle istituzioni, al mondo della scuola, affinché la storia di Davide non sia confinata nei trafiletti commemorativi, ma diventi parte integrante di un’educazione al rispetto, alla responsabilità e al coraggio. Per questo motivo il CNDDU propone di avviare all’interno delle scuole italiane un percorso educativo che, a partire dalla figura di Davide, coinvolga studenti e docenti in attività di riflessione, narrazione e memoria attiva. L’idea è che la sua storia possa diventare occasione per riscrivere, con i linguaggi della creatività e della cittadinanza, il senso stesso della parola giustizia: attraverso podcast, testi, performance, dialoghi con i familiari e momenti pubblici di restituzione collettiva, affinché ogni giovane possa riconoscersi in quello sguardo che ha avuto il coraggio di non voltarsi. Le scuole, luoghi privilegiati di crescita umana e culturale, possono farsi presidio vivo di legalità proprio dando spazio a testimonianze come quella di Davide, promuovendo la costruzione di una memoria che non divide, ma unisce, che non spegne il dolore, ma lo trasforma in consapevolezza civile.
Chiediamo che le istituzioni competenti si attivino concretamente per garantire sicurezza, tutela e giustizia reale alla famiglia Sannino, vittima non solo di un omicidio, ma anche di un lungo e faticoso oblio istituzionale fatto di sentenze mai notificate, indirizzi sbagliati, processi incompleti.
A Davide, oggi, dedichiamo non solo il nostro ricordo, ma l’impegno di ogni giorno nel costruire una società dove nessuno venga punito per aver scelto di essere giusto.
Perché non c’è pace senza verità, e non c’è verità senza giustizia.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU










