Iran: brutale esecuzione dei membri dell’OMPI ( Mojahedin del Popolo iraniano ) Behrouz Ehsani e Mehdi Hassani
Maryam Rajavi: Khamenei cerca di prolungare di poco la sopravvivenza del suo regime, ma non fa che intensificare la rabbia e la determinazione dei giovani iraniani a resistere
All’alba di domenica 27 luglio 2025 — in coincidenza con l’anniversario del massacro del 1988 di 30.000 prigionieri politici — i boia di Khamenei, con un crimine brutale, hanno impiccato nella prigione di Qezelhessar due eroici membri dell’OMPI (Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano), Behrouz Ehsani e Mehdi Hassani.
Behrouz Ehsani, 70 anni, coraggioso figlio del popolo di Urmia e prigioniero politico negli anni ’80, era stato arrestato a Teheran nel dicembre 2022. Mehdi Hassani, 48 anni, valoroso figlio del popolo di Shahr-e-Rey, era stato arrestato a Zanjan nell’ottobre 2022. Entrambi sono stati sottoposti a torture brutali nella sezione 209 del carcere di Evin e, il 16 settembre 2024, sono stati condannati a morte dal famigerato giudice Iman Afshari, presidente della Sezione 26 del Tribunale Rivoluzionario di Teheran, per appartenenza all’OMPI. La Corte Suprema del regime ha successivamente confermato la sentenza, respingendo anche quattro richieste separate di revisione del processo.
La signora Maryam Rajavi, Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), ha reso omaggio a questi membri risoluti dell’OMPI, i quali, dopo tre anni di torture, pressioni e minacce, sono rimasti saldi nel loro impegno verso Dio e il popolo, abbracciando il martirio con dignità. Ha dichiarato:
«Khamenei, il Zahhak portatore di serpenti, negli ultimi giorni del suo disonorevole dominio, ha commesso un crimine atroce nel disperato tentativo di prolungare di qualche giorno la vita del suo regime. Ma ciò non fa che alimentare la rabbia e l’odio del popolo iraniano e raddoppiare la determinazione della valorosa gioventù iraniana a contrastare il fascismo religioso.»
La signora Rajavi ha lanciato un appello alle Nazioni Unite e ai loro Stati membri affinché condannino con forza questo crimine barbaro, sottolineando che la semplice condanna verbale non è sufficiente:
«È giunto il momento di un’azione concreta ed efficace. L’inazione della comunità internazionale ha incoraggiato questo regime assetato di sangue a compiere ulteriori crimini ed esecuzioni. Numerosi membri dell’OMPI e prigionieri della Resistenza si trovano attualmente nel braccio della morte: è urgente intervenire per salvare le loro vite.»
Oltre a Behrouz Ehsani e Mehdi Hassani, altri 14 prigionieri politici sono stati condannati a morte dalla magistratura del regime per presunta appartenenza all’OMPI e sono a rischio imminente di esecuzione.
Rivolgendosi ai leader mondiali e ai responsabili politici, la signora Rajavi ha dichiarato:
«Il silenzio di fronte all’aumento delle esecuzioni e alle brutali violazioni dei diritti umani in Iran negli ultimi quattro decenni non ha fatto altro che rappresentare un via libera per i mullah al potere a continuare i loro crimini contro il popolo iraniano. Questo silenzio ha inoltre incoraggiato l’esportazione del terrorismo da parte del regime, la sua politica bellicista e la corsa alle armi nucleari.
L’inazione dei governi ha permesso che gli appelli ripetuti delle organizzazioni per i diritti umani e di numerosi parlamenti per impedire l’esecuzione di Behrouz e Mehdi rimanessero inascoltati. È giunto il momento di porre fine a questa inazione di fronte a un regime fondato su esecuzioni, torture e terrore.»
Dopo aver ricevuto la condanna a morte, Behrouz ha dichiarato in un messaggio al popolo iraniano:
«… Non scambierò la mia vita con niente e con nessuno. Sono pronto a offrire questa mia vita insignificante come sacrificio per la libertà del popolo iraniano…»
Nell’ottobre 2024, Mehdi ha affermato:
«Dichiaro con orgoglio che sono molto felice di offrire la mia vita per la libertà della mia patria e del nobile popolo dell’Iran… I giudici assassini del regime possono solo sognare che io possa arretrare anche di un solo passo dalla mia posizione. Così come ho dichiarato con fierezza davanti al giudice e al procuratore del regime reazionario: sono un sostenitore dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo (OMPI) e nient’altro.»
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana











