Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco (provincia di Pavia), avvenuto il 13 agosto 2007, ha suscitato un enorme interesse mediatico e giudiziario. Il principale imputato è stato Alberto Stasi, fidanzato della vittima all’epoca dei fatti, poi condannato definitivamente a 16 anni nel 2015. Tuttavia, nel corso delle indagini e dei processi, vari indizi potenzialmente rilevanti sono stati trascurati, sottovalutati o trattati in modo controverso.
Indizi trascurati o controversi nel caso Garlasco:
Le impronte insanguinate sulle scale
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Descrizione: Sulla scala interna della villetta furono trovate impronte parziali di piede nudo, compatibili con un numero 36/37.
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Perché controverso: Non compatibili con Alberto Stasi (calza il 42). Si ipotizzò potessero essere di Chiara, ma la dinamica rendeva questa spiegazione incerta.
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Critica: La difesa suggerì potessero appartenere a un’altra persona presente sulla scena del crimine.
La bicicletta nera
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Descrizione: Testimoni dissero di aver visto una bicicletta nera da donna nei pressi della villetta quella mattina.
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Perché controverso: Stasi possedeva una bici nera da uomo. Una bici nera da donna appartenente alla madre di Alberto fu ritrovata mesi dopo in garage, ma inizialmente mai sequestrata né analizzata.
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Critica: La difesa sostenne che quella bici potesse essere stata usata da un terzo soggetto.
Le calzature e l’assenza di tracce ematiche
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Descrizione: Stasi dichiarò di aver trovato Chiara morta e di essere corso fuori per chiamare aiuto, ma le sue scarpe non avevano tracce di sangue.
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Perché controverso: Un esperimento processuale dimostrò che era improbabile entrare nella scena del crimine senza sporcarsi.
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Critica: L’assenza di tracce ematiche su scarpe e vestiti non fu inizialmente approfondita con sufficiente rigore.
Capelli e DNA
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Descrizione: In casa furono trovati capelli e un capello con bulbo non appartenenti né a Chiara né ad Alberto.
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Perché controverso: Il capello con bulbo avrebbe potuto rivelare il DNA di un’altra persona, ma non fu analizzato immediatamente o collegato a un possibile sospettato alternativo.
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Critica: Si perse un potenziale indizio su un’altra presenza nella casa.
Il cellulare di Chiara
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Descrizione: Il cellulare di Chiara fu trovato dentro casa, non danneggiato.
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Perché controverso: Il telefono avrebbe potuto fornire dati precisi su messaggi e chiamate; parte delle informazioni fu cancellata prima degli accertamenti.
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Critica: La gestione dei dati telefonici non fu tempestiva.
La mancanza di segni di effrazione
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Descrizione: Nessun segno evidente di effrazione sulla porta o sulle finestre.
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Perché controverso: Si ipotizzò che Chiara avesse aperto a qualcuno di conosciuto, ma la porta d’ingresso era socchiusa al momento del ritrovamento.
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Critica: Non fu mai chiarito se qualcuno potesse essere entrato prima di Alberto o se la porta fosse già aperta.
Telecamere della zona
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Descrizione: Non vi erano telecamere dirette sulla villetta, ma alcuni filmati di strade limitrofe potevano in teoria aiutare a ricostruire i movimenti.
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Perché controverso: Non tutte le registrazioni furono acquisite in tempo, e alcune furono sovrascritte.
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Critica: Possibile perdita di immagini potenzialmente utili.
Indagini sui vicini o sospetti alternativi
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Descrizione: Ci furono ipotesi su altre persone, incluse voci su vicini o conoscenti.
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Perché controverso: Alcune piste non furono approfondite, una su tutte quella della “donna con la bicicletta nera”.
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Critica: L’inchiesta fu molto focalizzata su Alberto fin dall’inizio, secondo alcuni con eccessiva esclusività.
Tracce digitali e computer di Alberto
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Descrizione: Il PC di Stasi fu sequestrato, e i file di accesso furono usati come alibi (presunto uso del PC alle 9:30).
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Perché controverso: I file furono poi ritenuti manipolabili e l’orario non confermato con certezza.
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Critica: All’inizio si considerò il PC una prova d’innocenza, ma in realtà poteva essere un alibi falsificabile.
L’assenza di guanti del presunto assassino
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Descrizione: Non furono trovati guanti, ma nessuna impronta fu rilevata nella scena del crimine.
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Perché controverso: Si dedusse che l’assassino dovesse aver indossato dei guanti, ma non furono trovati né dentro né fuori casa.
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Critica: Possibile rimozione di elementi da parte dell’assassino ignorata nelle prime ore.
Il caso Garlasco è ancora oggi controverso perché, nonostante la condanna di Stasi, rimangono numerosi elementi oscuri, indizi trascurati o inspiegabili che alimentano dubbi su una piena ricostruzione dei fatti.
FOTO S. Viglia











