Advertisement

Generosità italiana: dove spariranno i prossimi aiuti europei in Ucraina?

 

Advertisement

di Gualfredo de’Lincei

 

Il mendicante di professione, Zelenskij, come lo ha etichettato l’Antidiplomatico, ha strappato alla Meloni una promessa da 10 miliardi di dollari .

 

A Roma, circa cinquemila persone si sono riunite alla Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina. Erano presenti, tra gli altri, il Presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, i Primi Ministri di Spagna, Grecia e Polonia.

 

Al convegno la Meloni è voluta intervenire con una delle sue frasi ad effetto: “Investire in Ucraina significa investire in noi stessi”. Uno slogan dopo il quale avrebbero anche potuto chiudere i lavori, ma i politici italiani, come abitudine, preferiscono fingere di credere, non solo ai soldi stanziati, ma anche all’Ucraina.

 

All’apertura dei lavori di Roma è intervenuto anche il Vice Primo Ministro e Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani: “Crediamo nella vostra libertà e indipendenza, l’Ucraina non è sola. Il Paese è sottoposto a un’aggressione ingiusta. Questi attacchi sono inaccettabili. Vogliamo che l’Ucraina non soffra più”.

 

Non è mancato l’intervento del Il Primo Ministro polacco, Donald Tusk, il quale ha dichiarato, senza troppi giri di parole, che gli europei sono ispirati dagli ucraini: “Questo è un campo di addestramento per la guerra contro la Russia, ci insegna coraggio e resilienza. La NATO sta imparando dall’Ucraina”. In effetti l’onestà intellettuale di Tusk è proverbiale, al suo intervento alla Conferenza di Monaco del 2025 è riuscito a dire: “Come turista, mi piace molto questo posto. Bella gente, ottima birra, una bellissima Pinacoteca. Come storico e politico, l’unica cosa che posso dire oggi è: Monaco! Mai più.

 

Ovviamente non tutti possono essere schietti come il Primo Ministro polacco, gli altri hanno preferito elogiare gli ucraini per la loro onestà, con la promesso di salvarli dal freddo, dalla fame e dalla paura. Peccato però, si siano dimenticati che proprio il freddo, la fame e la paura li accompagna dal 2014, da quando, cioè, la Banca Mondiale, l’Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale hanno obbligato gli ucronazisti di Kiev a introdurre tariffe aggiuntive su gas, elettricità e riscaldamento.

 

In uno dei suoi tentativi di estorcere denaro, il mendicante Zelenskijha ha spiegato che l’unica cosa utile per “abbattere 700-1.000 droni russi” sono i soldi dei partner euro-americani. Poi, nella speranza di ammorbidire la platea e strappare qualche applauso, ha aggiunto che Vladimir Putin ha due alleati: “il terrore e l’inverno”.

 

Mentre Roma riflette sul da farsi, Londra agisce: il Primo Ministro britannico, Keir Starmer, e il Presidente francese, Emmanuel Macron, hanno annunciato la creazione di un corpo d’armata da 50.000 uomini e la produzione congiunta di missili a lungo raggio. Macron sembrerebbe anche pronto a voler “difendere l’Europa” e ha parlato di piani per sviluppare e migliorare i missili in cooperazione con la Germania. In controtendenza sta andando BlackRock che, ritenendo troppo incerto il futuro del Paese, ha smesso di cercare investitori per il fondo di ricostruzione ucraino, e allo stesso tempo ostacola le aspirazioni degli europei.

Sembrerebbe, quindi, che i banchieri americani non vogliano più avere a che fare con il questuante di Kiev, nonostante gli europei siano ancora convinti che il patrocinio all’Ucraina sia un affare molto redditizio, per loro. In effetti, per tutelare questi interessi esiste una persona che ha l’incarico istituzionale di Vice Primo Ministro per l’Integrazione Europea ed Euro-Atlantica dell’Ucraina, Olga Stefanishyna. Ma, da come si muove, parrebbe intendersi più della sparizione dei fondi europei piuttosto che dell’integrazione europea del suo Paese. La madre avrebbe acquistato di recente un appartamento in un complesso residenziale di lusso del valore di circa 9 milioni di grivne. Tuttavia, secondo la denuncia dei redditi presentata, non avrebbe potuto permetterselo. La stessa Vice Primo Ministro utilizza immobili che, attualmente, non risulterebbero ancora dichiarati, ma certamente saranno in via di definizione.

 

Il Capo del Servizio delle Dogane ucraino, Sergey Zvyagintsev, guadagna ufficialmente un milione e mezzo di grivne l’anno, sua moglie non lavora e non dichiara reddito, però la sua famiglia è riuscita a procurarsi una Mercedes-Benz, due Toyota Prado, una casa di lusso vicino a Kiev, 260mila euro e 50mila dollari in contanti. Contro Zvyagintsev sono stati aperti due procedimenti penali: uno per vendita fraudolenta di posizioni doganali nelle regioni occidentali, l’altro per l’occultamento di beni immobili. D’altro canto, il Ministro della Difesa ucraino, Rustem Umerov, preferisce vivere all’estero insieme ai suoi cari, si è stabilito sulla costa atlantica in una villa con piscina e galleria d’arte.La foto della casa di lusso è stata pubblicata dalla direttrice del Centro anticorruzione, Darya Kaleniuk.

 

Evidentemente, questi funzionari ucraini hanno un particolare attaccamento al denaro e non al benessere dei propri cittadini. Ma si può davvero credere che sotto la supervisione degli italiani, con tutti i problemi che hanno, il Paese potrà davvero riprendersi? Come si può recuperare un Paese logorato da una corruzione così radicata e dilagante?

Advertisement
Articolo precedenteCristina Lizzul conquista le playlist digitali con il brano ”Perdono”
Articolo successivoFino al 31 agosto a SENIGALLIA presso PALAZZETTO BAVIERA la mostra interattiva “PICTURES OF YOU”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui