UE, FAMIGLIA CRISTIANA: SONO LE DIVISIONI INTERNE A LIMITARNE LA FORZA
«A chi è insoddisfatto bisogna chiedere se vuole più integrazione o il ritorno agli Stati nazionali» scrive lo storico Agostino Giovagnoli nel Primo Piano del numero del settimanale da domani in edicola – La risposta comune ai dazi di Trump non era scontata».
«Mentre nel mondo prevale la legge del più forte, l’Europa sembra senza futuro: troppo debole, divisa, incerta». È una fotografia desolante quella elaborata dallo storico Agostino Giovagnoli nel Primo Piano del numero di Famiglia Cristiana da domani in edicola e dedicato allo stato di salute dell’Unione Europea.
Secondo il docente di Storia Contemporanea, però, «la risposta comune ai dazi di Trump non era scontata, dunque – spiega – gli investimenti fatti per decenni sull’integrazione europea continuano a dare frutti».
A dimostrarlo, per Giovagnoli, è la decisione della Corte di Giustizia Ue che stabilisce che siano i giudici a verificare se un Paese è veramente sicuro prima di consentire il respingimento, riaffermando così il dovere di accogliere; oppure la collaborazione tra europei, che ha costituito il primo ostacolo all’aggressione di Putin.
«L’inerzia europea verso la tragedia del Medio Oriente è vergognosa» ammette lo storico, evidenziando tuttavia come sia stato «un Paese del Vecchio continente, la Francia, a mettere in moto un’iniziativa diplomatica per porre fine alla tragedia di Gaza». E arriva al tema centrale della discussione: «Si è insoddisfatti perché c’è troppa Europa o perché ce n’è troppo poca?», si domanda denunciando la crescita dei movimenti sovranisti, nonostante «nessuno propone più di lasciare l’ Unione Europea».
A rilanciare l’Unione Europea – conclude – sono le ragioni profonde che ne sono state all’origine: le ragioni, ancora attuali, che hanno ispirato la condanna della Shoah e il rifiuto della guerra».











