Flaminia Bolzan nell’ambito della riapertura del processo per l’omicidio di Chiara Poggi. Ho raccolto e organizzato i contenuti più rilevanti in modo chiaro e articolato:
Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco (Pavia), ha visto fin da subito l’ex fidanzato Alberto Stasi come unico sospettato. Dopo una serie di assoluzioni iniziali, la Corte di Cassazione ha confermato nel 2015 la sua condanna a 16 anni per omicidio volontario in via definitiva WikipediaRaiNews.
A distanza di quasi vent’anni, grazie a nuove analisi scientifiche — in particolare riguardanti il DNA sotto le unghie della vittima — la Procura di Pavia ha indagato nuovamente Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, con un avviso di garanzia per omicidio in concorso WikipediaRaiNews+1Stato QuotidianoRaiPlay. Tale scenario è stato definito “il settimo tentativo di far cadere la condanna di Stasi” dal legale della famiglia Poggi, che ha ricordato il passaggio del caso tra oltre quaranta magistrati Stato QuotidianoLa Notte OnlineTGCOM24.
Flaminia Bolzan è psicologa e criminologa, autrice del saggio L’enigma di Garlasco. Anatomia di un delitto, pubblicato il 30 luglio 2025 da Aliberti Il Fatto QuotidianoCorriere di Arezzo.
Il volume offre una “guida lucida e dettagliata” attraverso le varie tappe giudiziarie e mediatiche del caso, con contributi di giornalisti, penalisti, genetisti e magistrati Il Fatto QuotidianoCorriere di Arezzo.
Durante la puntata del 4 agosto 2025 del talk Filorosso (Rai 3), Flaminia Bolzan ha avanzato analisi e ipotesi che hanno rilanciato il dibattito:
Rielaborando il referto autoptico del medico legale Ballardini, ha evidenziato l’“incongruenza” tra l’orario stabilito (tra le 10:30 e le 12:00, con maggior probabilità attorno alle 11:00–11:30) e il decorso temporale delle lesioni, sostenendo che Chiara Poggi abbia avuto “pochi minuti” tra i colpi e il decesso, e che non ci siano elementi che suggeriscano un tentativo di difesa Corriere di Maremma.
Bolzan ha proposto che gli elementi traumi rivelino l’uso di due oggetti contundenti differenti, non solo il portavaso come da ricostruzione tradizionale. Le ferite, con profondità diverse, secondo la criminologa aprirebbero così la pista di una “doppia arma” Libero.it.
Il contributo di Bolzan al dibattito scientifico e mediatico
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Ricalibrare gli orari: il suo lavoro sul timing apre nuovi scenari rispetto alla dinamica del delitto.
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Proposta innovativa: l’ipotesi della doppia arma potrebbe rivoluzionare la ricostruzione forense.
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Collegamento tra giudiziaria e comunicazione: il libro e la sua presenza a Filorosso incarnano l’intento di smontare la “narrativa” già consolidata processualmente, aprendo al pensiero critico.
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Nuova attenzione scientifica: i rilievi di Bolzan si inseriscono nell’ondata di rivalutazione delle prove biologiche, tra cui il DNA attribuito ad Andrea Sempio.
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Procura in azione: la riapertura ha mobilitato nuove risorse — consulenze genetiche, perizie medico-legali, lavoro investigativo sul campo — con costi che in situazioni analoghe possono arrivare a oltre un milione di euro TGCOM24.
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Tensioni istituzionali e familiari: la famiglia Poggi ha ribadito la validità delle sentenze e mantiene la convinzione della colpevolezza di Stasi TGCOM24Stato Quotidiano.
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Dinamica pubblica: il dibattito mediatico è ora influenzato dalla nuove interpretazioni di Bolzan, che presentano la visione di un omicidio più complesso, con implicazioni sia investigativa che emozionale.
Il contributo della criminologa e psicologa Flaminia Bolzan rappresenta un elemento cruciale nella nuova stagione investigativa del caso di Garlasco. Attraverso:
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L’analisi sugli orari, che ridefinisce la dinamica temporale della morte;
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L’ipotesi della doppia arma, che modifica radicalmente la prospettiva forense;
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La pubblicazione di un saggio ben documentato e interdisciplinare, e la sua esposizione televisiva;
Bolzan non solo alimenta una riflessione rigorosa e multidisciplinare, ma catalizza l’attenzione su aspetti scientifici, processuali e mediatici che possono avere ripercussioni sulla credibilità delle perizie e sul futuro giudiziario del caso.
FOTO S. Viglia










