Netanyahu e l’ipotesi di trasferimento di massa in Africa: una panoramica dei fatti
Secondo un’inchiesta dell’Associated Press (AP), Stati Uniti e Israele avrebbero esplorato segretamente la possibilità di trasferire, in qualche forma, i residenti di Gaza verso paesi africani come Sudan, Somalia e Somaliland il manifesto. Le reazioni di questi paesi sono state nette: il Sudan ha respinto la proposta, mentre Somalia e Somaliland hanno negato di esserne al corrente ANSA.itil manifesto.
Fonti riferiscono che il premier Netanyahu avrebbe incaricato il Mossad di sondare la disponibilità di alcuni paesi africani (tra cui Somalia, Sud Sudan e Indonesia) ad accogliere cittadini palestinesi provenienti da Gaza. Tali contatti sarebbero parte di una politica volta a incentivare quello che viene presentato come un trasferimento “volontario” AxiosLettera43Reddit. Parallelamente, è stato creato un organismo speciale nel Ministero della Difesa israeliano per coordinare queste cosiddette “partenze volontarie” AxiosLettera43.
Un piano alternativo, sostenuto da politici di estrema destra, prevede la trasformazione di Gaza in una “riviera per il Medio Oriente”, con 850.000 unità abitative e infrastrutture moderne. Questo piano implicherebbe la rimozione di circa 2 milioni di palestinesi, che verrebbero trasferiti in Egitto o in altri paesi africani The Guardian.
Contestualmente, il Ministro della Difesa Israel Katz ha avanzato l’idea di costruire una “città umanitaria” a Rafah per ospitare inizialmente 600.000 persone. L’ex Premier Ehud Olmert ha definito questo progetto “una sorta di campo di concentramento”, una forma di pulizia etnica se attuata The Guardian.
Si tratta di proposte che, al di là delle dispute sulla definizione, rappresentano forme di trasferimento forzato che rischiano di configurarsi come crimini contro l’umanità o pulizia etnica. Gruppi per i diritti umani e giuristi ne hanno denunciato la gravità, richiamando il diritto internazionale Wikipedia+1.
Non si tratta di idee del tutto inedite: già nel 2023 il Ministero dell’Intelligence israeliano aveva redatto un “concept paper” ipotizzando lo spostamento della popolazione di Gaza nel deserto del Sinai egiziano. Anche questa proposta era stata bollata come ipotesi teorica, ma suscitò forti reazioni da parte dell’Egitto e della comunità internazionale Wikipedia+1.
Ad oggi, non esiste un piano ufficiale ratificato che preveda la deportazione di massa della popolazione palestinese da Gaza verso l’Africa. Tuttavia, persistono contatti e studi preliminari che hanno suscitato allarme, accuse di violazioni del diritto internazionale e condanne da parte di più parti. Il dibattito rimane aperto, controverso e carico di implicazioni politiche, legali e umanitarie.










