“Garlasco, scontro scientifico: Capra difende le sue analisi e avverte sui pericoli della «moda Pm»”
Pavia, maggio 2025 – continua a tenere banco il caso del delitto di Garlasco, riacceso dall’emergere di nuove analisi biometriche che hanno portato a un supplemento d’indagine su Andrea Sempio. Ma il genetista Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi, invita alla prudenza, attaccando quella che definisce la pericolosa “moda Pm” nel trattare nuovi elementi come verità definitive.
L’allarme di Capra: “Rischio effetto domino”
Intervistato dall’Adnkronos, Capra ha espresso forti perplessità sulle modalità con cui la procura di Pavia ha attribuito un’impronta sul muro delle scale a Sempio, elemento emerso solo ora a distanza di quasi 18 anni dall’omicidio. Capra ha definito il metodo “pericoloso”: se ogni nuovo dato fosse automaticamente considerato più affidabile dei precedenti, si rischierebbe di mettere in discussione tutte le ordinanze giudiziarie del passato, compresi casi rilevanti come quello di Yara Gambirasio Comunicazione ItalianaMontagne & Paesi.
Ha inoltre sollevato dubbi sul concetto di “impronta non dichiarata utile”, sottolineando come il documento non fosse nemmeno presente nel fascicolo del dibattimento, e invitando a riflettere: se questa prova è considerata nuova e decisiva, chi ha in passato sostenuto il contrario commetterebbe ora un falso in perizia? La Stampa
Coerenza tra dati e buon senso
Su Il Giorno, Capra ha approfondito la questione più in dettaglio, definendo ridicole le insinuazioni che prospettano la presenza di più soggetti sulla scena del crimine. Ribadisce che gli errori investigativi sono inevitabili – “umani” –, ma non devono condurre a sensazionalismi. Per Capra, ogni dato di laboratorio ha pari dignità, e chi scarta dati passati in favore di quelli nuovi agisce con “miopia soggettiva”. Il Giorno
Equilibrio tra vecchio e nuovo
In sintesi, secondo Capra:
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Non tutte le perizie più recenti sono necessariamente migliori.
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Attribuire automaticamente valore probatorio a dati nuovi può aprire una pericolosa deriva.
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Occorre un approccio scientifico equilibrato e non influenzato dalla pressione mediatica.
Nel contesto di un caso ancora aperto e controverso, Capra pone una questione cruciale: quanta fiducia possiamo riporre nell’ultimo dato apparso? Il suo monito è chiaro: il progresso delle indagini deve muoversi su un terreno di rigore metodologico, non affidarsi a un’estetica del “nuovo a tutti i costi”.
Prosegue quindi con toni accesi la battaglia tecnica sul caso di omicidio di Chiara Poggi. Al centro dello scontro c’è Marzio Capra, genetista forense e consulente della famiglia della vittima, chiamato a rispondere alle critiche sollevate nei suoi confronti circa la correttezza dei prelievi delle prove nei precedenti procedimenti che hanno coinvolto Alberto Stasi.
La contestazione
Ai tempi delle indagini, i periti della difesa di Stasi avevano contestato con forza le analisi svolte da Capra, in particolare quelle relative alle impronte sul dispenser del sapone nella villetta della vittima, ritenute fondamentali per sostenere la presenza dell’imputato sulla scena del delitto. Secondo la difesa, si tratterebbe di esami tecnicamente viziati ilGiornale.itCorriere della Sera.
La risposta di Capra
Capra non convenne. In una memoria di quattro pagine depositata al GUP, definì “assolutamente inaccettabile e scorretto” il tentativo di invalidare le sue conclusioni, basate su analisi eseguite in contraddittorio e secondo metodologie riconosciute ilGiornale.itTGCOM24.
A questo si aggiunge la conferma dei Ris di Parma, chiamati dalla Procura a rispondere alle critiche della difesa: la loro relazione ha riconosciuto la correttezza dell’analisi di Capra, validandone i risultati ilGiornale.itTGCOM24.
Un invito alla prudenza
Oggi, a distanza di anni, Capra torna a intervenire nel dibattito in corso. A maggio 2025 ha invitato a non lasciarsi trasportare da facili entusiasmi: la consulenza della Procura, pur importante, non può essere considerata autosufficientemente superiore alle analisi effettuate dal Ris di Parma in contesti di pieno contraddittorio Sbircia la NotiziaPadovanews.
L’esperto ha chiarito: “Se si può mettere in dubbio la perizia fatta sul DNA delle unghie di Chiara Poggi, allora si mette in discussione tutto… delle due l’una: o queste tracce sono utili o non lo sono. È necessario un metodo uniforme” Sbircia la NotiziaPadovanews.
Irritazione per l’esclusione dalle nuove indagini
Un ulteriore elemento di tensione è nato in occasione dei recenti rilievi disposti dalla Procura nell’abitazione della vittima: Capra ha denunciato di non essere stato informato di questi accertamenti, sebbene siano stati condotti da un reparto dei Ris (di Cagliari), segnalando anomalie nella comunicazione tra inquirenti, consulenti e persino giornalisti IlSussidiario.net.
In sintesi, l’analisi scientifica rimane terreno di scontro: da un lato, la difesa di Stasi contesta presunti vizi procedurali; dall’altro, Capra ribadisce la validità delle sue analisi, difendendole con il supporto degli stessi Ris, e chiede trasparenza, continuità metodologica e rispetto del principio del contraddittorio.











