Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime forte preoccupazione in merito al piano welfare annunciato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, che prevede l’introduzione di una polizza sanitaria integrativa a partire dal 2026, agevolazioni su mutui e prestiti e l’assegnazione di alloggi a prezzi calmierati per il personale scolastico.
Se da un lato è innegabile che la scuola avesse da tempo bisogno di misure strutturali capaci di migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei suoi operatori, dall’altro non possiamo ignorare le contraddizioni che emergono da questo piano:
- Esclusioni inaccettabili: più di 230.000 supplenti – tra docenti e personale ATA con contratti al 30 giugno – vengono lasciati fuori dalla copertura sanitaria. Una discriminazione che mortifica chi, pur vivendo una condizione di lavoro precario, garantisce ogni giorno la continuità didattica nelle classi.
- Tagli alle scuole e alle famiglie: i 260 milioni destinati all’assicurazione derivano in larga parte da fondi sottratti al funzionamento didattico e amministrativo. Ciò significa meno risorse per laboratori, materiali, attività formative, con il rischio concreto di spingere le scuole ad aumentare il contributo “volontario” richiesto alle famiglie. Un welfare che si regge sulle spalle di studenti e genitori non è un vero welfare.
- Un problema strutturale irrisolto: gli incentivi sugli alloggi e i prestiti agevolati possono essere un segnale positivo, ma non risolvono il nodo centrale: la cronica difficoltà a reperire docenti nelle grandi città e al Nord, dove il costo della vita rende impossibile accettare incarichi. I dati più recenti sulle assunzioni sul sostegno nella scuola primaria – con oltre l’80% dei posti rimasti scoperti – sono il riflesso di una politica che non affronta con coraggio il tema della stabilizzazione del personale.
Il CNDDU ricorda che i diritti sociali e lavorativi non possono essere differenziati in base alla tipologia contrattuale: la dignità professionale di chi insegna, assiste e forma le nuove generazioni non può essere subordinata al calendario di un contratto.
Per questo chiediamo:
- L’estensione immediata delle misure di welfare a tutto il personale scolastico, senza esclusioni.
- La restituzione dei fondi tagliati al funzionamento delle scuole, garantendo che le risorse per la sanità integrativa provengano da investimenti aggiuntivi e non da sottrazioni.
- Un piano nazionale per l’abitare e per la stabilizzazione del personale docente, affinché la scuola non sia più ostaggio della precarietà e delle disuguaglianze territoriali.
La scuola è il luogo in cui si formano cittadini consapevoli dei propri diritti e doveri. Se i diritti vengono compressi proprio all’interno del mondo dell’istruzione, quale messaggio stiamo trasmettendo alle nuove generazioni?
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ribadisce che il vero welfare della scuola non si costruisce con misure parziali e discriminanti, ma con una visione inclusiva, equa e sostenibile, all’altezza della missione costituzionale di garantire istruzione e uguaglianza a tutti.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU











