Advertisement

EMERGENCY | GAZA

BOMBARDATA LA CASA ADIACENTE ALLA GUEST HOUSE DI EMERGENCY A DEIR AL-BALAH, AL CENTRO DELLA STRISCIA DI GAZA

Advertisement

 

GLI OPERATORI UMANITARI DELL’ONG STANNO BENE

MA CI SONO VITTIME NELL’ATTACCO

FRANCESCO SACCHI, CAPO PROGETTO DI EMERGENCY A GAZA: “NESSUNO È AL SICURO NELLA STRISCIA. I BOMBARDAMENTI DURANTE LA NOTTE SONO STATI INCESSANTI. CHIEDIAMO IL RISPETTO DEI CIVILI E IL CESSATE IL FUOCO.”

 

Milano – Nella notte di venerdì 29 agosto all’1.40 ore italiane a Deir al-Balah, zona al Centro della Striscia di Gaza, a pochi metri dalla guest house di EMERGENCY è stata bombardata una casa abitata da una famiglia di almeno 6 persone.

Ci sono vittime ma non sappiamo con certezza quante.

“Questa notte siamo stati svegliati improvvisamente da un forte boato dovuto al bombardamento della casa adiacente alla nostra – dichiara Francesco Sacchi, capo progetto di EMERGENCY a Gaza. – Per quello che sappiamo, ci abitava una famiglia con quattro bambini, ma non conosciamo il reale numero delle vittime perché abbiamo solo visto le ambulanze portarli via. I bombardamenti sono andati avanti per tutta la notte e sono diminuiti solo da poco.”

Al momento lo staff sta provvedendo a rimuovere le macerie cadute durante il bombardamento nell’ingresso esterno della guest house di EMERGENCY e che stanno bloccando l’uscita di veicoli e persone.

“Non abbiamo ricevuto dalle autorità nessun avviso dell’imminente attacco – Continua Francesco Sacchi –. Nessuno è al sicuro all’interno della Striscia di Gaza.  Come ONG continuiamo a chiediamo il rispetto dei civili e un cessate il fuoco definitivo.”

EMERGENCY è a Gaza da agosto 2024 e attualmente lavora nella sua clinica nella località di al-Qarara, nel governatorato di Khan Younis. Qui offre primo soccorso, assistenza medico-chirurgica di base per adulti e bambini, attività ambulatoriali di salute riproduttiva e follow up infermieristico post-operatorio, stabilizzazione di emergenze medico-chirurgiche e trasferimento presso strutture ospedaliere. Prosegue inoltre il suo lavoro per offrire assistenza sanitaria di base alla popolazione nella clinica di medicina di base allestita dall’associazione locale CFTA (Culture & Free Thought Association) ad al-Mawasi.

Informazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazione

Advertisement
Articolo precedenteLettera aperta a Carlo Verdone. Bene la SUA dissociazione, adesso un passo in più
Articolo successivo“Cultura ebraica e sionismo contro ebraismo”: la visione di Rabbi Yaakov Shapiro

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui