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Rita Cavallaro ha sollevato dubbi importanti riguardo alle tracce dimenticate (o scartate) nel 2007, sostenendo che l’impronta in questione non appartiene a Chiara (basandosi sulla distinzione tra la mano sinistra “pulita” e la mano destra insanguinata). Tuttavia, le fonti ufficiali in ambito scientifico parlano di un campione rilevato nella mano destra.

La scoperta del campione MDX1, con profilo maschile non ancora attribuibile, unita a tracce biologiche femminili non identificate, alimenta oggi l’ipotesi che più persone parteciparono al delitto. Tecnologie moderne e perizie in corso potrebbero finalmente chiarire l’identità di questa traccia finora oscura.

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Rita Cavallaro ha espresso perplessità sulla paternità dell’impronta, escludendo la mano sinistra di Chiara.

Le fonti investigative parlano della mano destra e del campione MDX1 – un elemento femminile, rimosso dalle indagini iniziali, che oggi torna a far parlare di sé.

La riapertura del caso e le analisi avanzate potrebbero fare luce su questo nuovo Dna, in un contesto investigativo che sembra ampliare la scena del crimine e coinvolgere potenzialmente più persone.

Secondo quanto riferito – in particolare sul sito Corriere di Maremma – Rita Cavallaro ha affermato durante la trasmissione televisiva Filorosso che:

“C’è la certezza assoluta che quell’impronta non sia di Chiara Poggi, perché guardando le foto dell’autopsia la mano sinistra di Chiara era totalmente pulita. L’unica mano leggermente sporca di sangue di Chiara è la destra. Quindi che quella non sia la mano di Chiara Poggi è certo, anche se non sappiamo di chi sia.” Corriere di Maremma

Ha anche suggerito che questa impronta insanguinata, ignorata nel 2007, potrebbe corroborare l’ipotesi secondo cui furono coinvolte due persone nell’atto omicidiario, citando la possibile presenza di un secondo esecutore che – insieme al primo – avrebbe movimentato il corpo fino al telefono. Corriere di Maremma

Diverse fonti, infatti, parlano del campione MDX1 come rilevato sul pollice della mano destra. Il campione era nella stessa mano dove era già stato individuato un DNA attribuito all’indagato Andrea Sempio Torino CronacaFanpageCorriere di Siena.

In particolare, il genetista Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi, ha persino precisato che il riferimento al “pollice” potrebbe essere fuorviante, poiché i campioni della mano destra erano conservati in un’unica provetta, senza distinzione tra pollice e altre dita Fanpage.

Il campione etichettato come MDX1, registrato nel 2007 dai Ris di Parma, era stato dichiarato “non interpretabile” a causa del cosiddetto “effetto ladder” (amplificazioni casuali del Dna) e di segnali poco chiari, anche se indicava in modo chiaro un profilo maschile RaiNewsTorino CronacaCorriere di SienaCorriere di Maremma. Nel 2014, il genetista Francesco De Stefano lo ha nuovamente esaminato, ma senza portare a risultati decisivi Torino CronacaCorriere di Siena.

Oggi, grazie a tecnologie genetiche più sofisticate e al fatto che i tracciati originali sono stati conservati, è possibile che il profilo MDX1 venga finalmente decifrato e collegato (se possibile) a una persona identificabile Corriere di SienaCorriere di Maremma.

Accanto alla traccia MDX1, esistono anche tre altre tracce biologiche presumibilmente femminili – rinvenute su alcuni oggetti nella scena del delitto (come la maniglia della porta a soffietto, il miscelatore del bagno e la maniglia d’ingresso) – che restano senza riconoscimento e contribuirebbero a sostenere l’ipotesi della presenza di più persone sul luogo del delitto Corriere di SienaCorriere di Maremma.


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