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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda preoccupazione per la situazione verificatasi presso la Reggia di Rivalta, recentemente oggetto di un intervento di restauro finanziato con oltre 8,8 milioni di euro. La denuncia di Andrea Tresca, cittadino con disabilità, evidenzia una grave carenza nell’adeguamento delle strutture alle normative vigenti in materia di accessibilità.

Secondo l’articolo 40 del Codice della Strada, i parcheggi riservati alle persone con disabilità devono essere delimitati da strisce gialle e contrassegnati con il simbolo internazionale dell’accessibilità. Inoltre, il Decreto Ministeriale 5 novembre 2001 n. 6792 stabilisce che la larghezza minima di uno stallo per disabili deve essere di 3,20 metri e la lunghezza di 6 metri, al fine di garantire l’agevole apertura delle portiere e l’accesso al veicolo. La soluzione temporanea adottata, consistente in una corda, quattro paletti di legno e un foglio A4, risulta non solo indecorosa, ma anche inadeguata e non conforme alle disposizioni normative sopra richiamate.

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Tale episodio solleva interrogativi sulla pianificazione e sulla gestione delle risorse destinate alla valorizzazione del patrimonio culturale, nonché sulla sensibilità delle istituzioni nei confronti dei diritti delle persone con disabilità. La mancata previsione di parcheggi adeguati in occasione dell’inaugurazione della Reggia di Rivalta rappresenta una chiara violazione dei principi di uguaglianza e non discriminazione sanciti dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Italia con la legge 18/2009.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani sollecita pertanto le autorità competenti a intervenire con urgenza per garantire la realizzazione di parcheggi conformi alle normative, assicurando così l’accessibilità e la fruibilità del sito da parte di tutte le persone, indipendentemente dalle loro condizioni fisiche. È fondamentale che la valorizzazione del patrimonio culturale avvenga nel rispetto dei diritti umani e dell’inclusione sociale, principi che devono guidare ogni intervento pubblico.

Inoltre, si auspica che venga avviato un processo di sensibilizzazione e formazione rivolto agli amministratori locali e ai professionisti coinvolti nella progettazione e gestione degli spazi pubblici, affinché siano pienamente consapevoli delle esigenze delle persone con disabilità e delle normative in materia di accessibilità. Solo attraverso un impegno concreto e condiviso sarà possibile costruire una società veramente inclusiva e rispettosa dei diritti di tutti.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

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