Francia nel caos: cade il governo, spread come la Grecia. Conseguenze pesantissime?
Parigi – La Francia è entrata ufficialmente in una fase di profonda instabilità politica ed economica. La caduta del governo, annunciata ieri sera dopo giorni di tensioni crescenti tra l’Eliseo e l’Assemblea Nazionale, ha scatenato un effetto domino che ha colpito con forza anche i mercati finanziari. Lo spread francese — il differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato francesi e quelli tedeschi — ha toccato livelli mai visti dai tempi della crisi del debito sovrano europeo, sfiorando quelli della Grecia nei momenti più critici del 2011-2012.
Il primo ministro ha rassegnato le dimissioni dopo aver perso la fiducia del Parlamento a seguito di una mozione votata con una maggioranza trasversale, frutto di alleanze improvvisate tra le opposizioni di destra e sinistra. La situazione politica è precipitata rapidamente, con il presidente della Repubblica costretto a convocare elezioni anticipate nel tentativo di arginare la crisi.
Fonti vicine all’Eliseo parlano di un clima teso, mentre il Paese si spacca su quasi ogni tema chiave: pensioni, immigrazione, spesa pubblica, difesa europea. Il tutto in un contesto di proteste di piazza che da settimane paralizzano i centri urbani.
Quello che era iniziato come un terremoto politico si è presto trasformato in uno scossone economico. Lo spread tra OAT francesi a 10 anni e Bund tedeschi ha superato i 280 punti base — un livello considerato insostenibile da molti analisti. I titoli francesi sono stati oggetto di vendite massicce, e il franco ha subito forti pressioni, nonostante la sua integrazione nell’euro.
«La situazione della Francia inizia a ricordare quella della Grecia nella fase più acuta della crisi dell’eurozona», ha dichiarato un analista di Société Générale. «La differenza è che parliamo della seconda economia dell’Unione europea. Se salta Parigi, salta tutto».
Il contagio ha già iniziato a farsi sentire. Le Borse europee hanno chiuso in forte calo, e si temono ripercussioni anche per l’Italia e la Spagna, dove i rendimenti sui titoli di Stato sono saliti per effetto domino. A Bruxelles si moltiplicano le riunioni straordinarie, mentre la BCE valuta un possibile intervento straordinario per evitare una nuova crisi del debito nell’area euro.
Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, ha dichiarato: «Seguiamo con la massima attenzione la situazione in Francia. La stabilità finanziaria dell’eurozona è la nostra priorità assoluta».
Le conseguenze potrebbero non fermarsi ai mercati. Con un governo dimissionario e una campagna elettorale che si annuncia incendiaria, molte riforme cruciali rischiano di rimanere bloccate. Il rischio è che la Francia venga colpita da una spirale negativa fatta di incertezza politica, aumento dei tassi di interesse, tagli alla spesa pubblica e perdita di fiducia da parte degli investitori.
Gli economisti parlano già di una possibile recessione tecnica nel 2026, mentre cresce il timore che le agenzie di rating possano declassare il debito sovrano francese.
La Francia si trova oggi a un bivio. La crisi attuale non è solo politica, ma sistemica. L’esito delle prossime settimane sarà cruciale non solo per il futuro dell’Esagono, ma per l’intera architettura europea. Le elezioni anticipate potrebbero restituire stabilità, ma anche aprire scenari ancora più imprevedibili. In un’Europa già scossa da guerre, inflazione e crisi energetiche, il caos francese rischia di essere la miccia di una nuova tempesta.











