Riapertura del caso Garlasco: un’ombra lunga opera «Clean» scuote Pavia
L’operazione “Clean” — nata come inchiesta contro la corruzione — ha finito per innescare un nuovo esame sul delitto di Garlasco, innescando indagini, cavalcate mediatiche e una guerra tra periti. Dopo quasi 18 anni, il caso sembra riaprirsi in un contesto di tensione tra esigenze investigative, spettacolarizzazione e cautela giudiziaria. Il quadro è ancora in divenire: le prossime udienze e le perizie scientifiche diranno se si tratta di una svolta decisiva o di un allungarsi dell’incertezza perenne.
È stato un “effetto domino” giudiziario a far riaccendere i riflettori sul caso di Chiara Poggi, l’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco (Pavia), che torna prepotentemente sotto la lente della procura di Pavia. Al centro di questa nuova fase investigativa c’è l’eco dell’operazione “Clean”, un’inchiesta che ha travolto ambienti locali e che oggi, a distanza di mesi, sembra aver finito per investire anche il caso più noto d’Italia.
L’operazione “Clean” entra in scena
Secondo “Il Tempo”, l’inchiesta «Clean» ha portato alla luce una fitta rete di malaffare che coinvolgeva carabinieri corrotti, alti ufficiali e politici locali — tra i quali l’ex eurodeputato Angelo Ciocca — con arresti eccellenti come quelli del maggiore Maurizio Pappalardo e del maresciallo Antonio Scoppetta Il Tempo. A seguito di tali rivelazioni, la procura guidata da Fabio Napoleone ha deciso di rivedere piste investigative precedentemente archiviate, puntando nuovamente l’attenzione su Andrea Sempio, inizialmente indagato per un rinvenimento di Dna sulle unghie della vittima e poi archiviato WikipediaIl TempoWikipedia.
L’11 marzo 2025, la procura ha notificato un nuovo avviso di garanzia ad Andrea Sempio per concorso in omicidio. La decisione è basata su perizie genetiche ritenute ora “perfettamente utilizzabili” a fini legali, che hanno convinto i magistrati a chiedere la riapertura del fascicolo precedentemente chiuso WikipediaWikipedia. La richiesta, inizialmente respinta dal gip, è stata successivamente accolta dalla Corte di Cassazione, che ha ordinato l’avvio delle nuove indagini WikipediaWikipedia.
Per frenare speculazioni mediatiche, il procuratore Napoleone ha emesso una nota netta: «I magistrati titolari delle indagini si esprimeranno solo al termine delle attività, adottando le decisioni necessarie. Ogni interpretazione proveniente da soggetti estranei… genera solo confusione» TGCOM24. L’ossessione per il clamore mediatico continua con iniziative fortemente scenografiche, come l’ordine di dragare un canale a Tromello alla ricerca dell’arma del delitto – un presunto attizzatoio da camino – su denuncia di una testimonianza raccolta da “Le Iene”, in piena diretta TV Il Foglio.
Parallelamente, si è inaugurata una fase cruciale di contestazione tecnico-forense. La gip Daniela Garlaschelli ha concesso 90 giorni di tempo ai periti nominati — tra cui Denise Albani, Domenico Marchigiani e Carlo Previderè — per l’incidente probatorio, le cui operazioni sono partite il 17 giugno a Milano. L’udienza per le parti è stata fissata per il 24 ottobre 2025 Il Fatto Quotidiano.
Gli oggetti oggi al vaglio includono confezioni di yogurt, sacchetti di biscotti e tè, frammenti di tappetini e sacchetti para-adesivi originali, mai analizzati giudizialmente per anni Il Fatto Quotidianoil Quaderno. La procura ha richiesto l’esaltazione delle impronte digitali latenti su tali reperti, fra cui sacchetti di rifiuti e la confezione di Estathè — con i primi risultati che mostrerebbero tracce di Dna di Chiara su alcuni oggetti e di Stasi su altri il Quaderno.
Ulteriore nodo riguarda una traccia genetica maschile trovata su una garza utilizzata durante l’autopsia: una consulenza ha stabilito che si tratta di “contaminazione involontaria” da un campione utilizzato in un’autopsia coeva. I genetisti Previderè e Grignani hanno così ricostruito un profilo che suggerirebbe questa origine — e il PM ha incaricato anche la professoressa Cristina Cattaneo per una valutazione più approfondita RaiNewsAgenzia Nova.











