Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani desidera ricordare oggi, 4 settembre, la figura di Salvatore Buglione, edicolante e dipendente comunale, ucciso a soli 45 anni nel 2006 a Napoli, mentre con dignità e senso del dovere sostituiva la moglie al lavoro.
La sua vita è stata spezzata da un gesto vile, compiuto da chi aveva scelto la violenza come grammatica quotidiana, ma il ricordo di Sasà continua a parlare a tutti noi come esempio di normalità eroica: quella di un cittadino onesto, che con il proprio lavoro sosteneva la famiglia e contribuiva alla vita della comunità.
La notizia della cattura avvenuta nel maggio del 2021 di Domenico D’Andrea, detto “Pippotto”, dopo una rocambolesca evasione, riporta alla memoria non soltanto la tragedia di allora, ma anche la ferita ancora aperta di una città e di un Paese che non possono permettersi di abbassare la guardia di fronte alla criminalità organizzata. La vicenda interroga lo Stato e le sue istituzioni sulla necessità di coniugare sempre sicurezza e rieducazione, affinché la fiducia dei cittadini non venga tradita.
Il CNDDU intende esprimere vicinanza e solidarietà alla famiglia Buglione, che da anni porta il peso di un dolore incolmabile, e ribadisce l’impegno a mantenere viva la memoria di chi è caduto per mano criminale. Ogni 4 settembre diventa così un’occasione per trasformare il ricordo in responsabilità collettiva, per educare le nuove generazioni alla legalità, al rispetto della dignità umana, al rifiuto della violenza.
In questo senso, la scuola riveste un ruolo cruciale: portare nelle aule la testimonianza di Salvatore Buglione significa offrire agli studenti un modello concreto di cittadinanza attiva e di onestà quotidiana. La sua storia, fatta di impegno silenzioso e di dedizione alla famiglia, può diventare materia viva di educazione civica, laboratorio di riflessione sulla legalità e occasione per far comprendere ai giovani che il bene comune si costruisce attraverso piccoli gesti di responsabilità. Così la memoria di Sasà non rimane confinata nel dolore, ma si trasforma in lezione di vita e in seme di speranza.
Non ci si deve limitare a commemorare le vittime innocenti della criminalità: occorre fare della loro storia una lezione di cittadinanza attiva, affinché il sacrificio di uomini come Salvatore Buglione non sia vano ma germogli in scelte di giustizia, libertà e solidarietà.
In questa giornata, invitiamo le scuole, gli studenti, le famiglie e i cittadini tutti a dedicare un momento di riflessione a Sasà Buglione e a tutte le vittime innocenti, perché solo attraverso la memoria condivisa è possibile costruire una società più giusta e immune dall’indifferenza.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU











