GARLASCO, IERI A “FATTI DI NERA”: L’INTERVENTO DI RINO CASAZZA, TRA NUOVE VOCI E DUBBI IRRISOLTI
NIENTE DEPISTAGGI, MA “INDAGINI A SENSO UNICO”
Roma, 6 settembre 2025 –
Durante la puntata di ieri di Fatti di Nera, lo scrittore e autore noir Rino Casazza è intervenuto per offrire una nuova chiave interpretativa riguardo al celebre caso Garlasco, segnato dall’omicidio di Chiara Poggi nel 2007. Con un’incisiva riflessione, Casazza ha precisato che ciò che sembrava un “depistaggio” andrebbe piuttosto inquadrato come il risultato di “indagini a senso unico”, un approccio investigativo fortemente orientato verso una sola direzione contro Stasi.
Casazza ha voluto sottolineare che l’indagine non necessariamente sarebbe stata caratterizzata da falsi depistaggi intenzionali, ma da una mentalità investigativa che ha concentrato risorse, attenzioni e interpretazioni su una sola ipotesi — quella relativa ad Alberto Stasi — trascurando o minimizzando altre piste significative. Un fenomeno già osservato in altri contesti giudiziari, dove un sospetto precoce viene protetto dall’inerzia investigativa piuttosto che sospeso per esplorare scenari alternativi.
Non è un’analisi isolata. Diverse fonti investigative e reportage hanno già denunciato come le indagini sul delitto di Garlasco abbiano mostrato poca apertura verso altre piste, a favore di una visione dominante. Come riportato da InsideOver, «anche l’interesse dei giornalisti si è mosso in senso unico» verso una sola versione dei fatti InsideOver.
Analogamente, il quotidiano Il Giornale ha evidenziato la mancata esplorazione di elementi fondamentali come l’alibi, l’orario esatto della morte e la firma psicologica, tralasciando altre strade investigative che, se approfondite, avrebbero potuto riequilibrare l’impostazione dell’inchiesta ilGiornale.it.
L’intervento di Casazza offre dunque una prospettiva critica e centrata sulla logica dell’indagine investigativa: non tanto la distorsione volontaria di prove, quanto la superficialità di un approccio investigativo monodirezionale. È un invito a guardare al caso come a una procedura che necessita di rigore e apertura, lasciando da parte la tentazione di confermare solo una narrativa già in partenza privilegiata.
Il caso Garlasco è tutt’altro che archiviato, sia nei tribunali sia nell’immaginario collettivo. La riapertura delle indagini e il coinvolgimento di nuovi soggetti — tra cui Andrea Sempio — hanno riacceso i riflettori, rendendo indispensabile riflettere su posture investigative più equilibrate e meno soggette a pregiudizi iniziali WikipediaL’Identità.
Ieri, nel corso della trasmissione televisiva Fatti di Nera, è stato protagonista un intervento di rilievo dedicato al caso dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, avvenuto nel 2007. A intervenire è stato lo scrittore e autore noir Rino Casazza, noto per il suo contributo nel giornalismo investigativo e i suoi numerosi gialli ambientati nel contesto italiano.
Rino Casazza — tra gli autori più attivi nell’ambito del true crime e del noir letterario — ha portato uno sguardo critico ma informato sul ruolo che i media giocano nelle indagini, soprattutto in casi passati alla storia come quello di Garlasco, che continuano a suscitare interesse e interrogativi molto attuali. Fronte del Blog Fronte del Blog #+1
Sebbene non emergano dettagli specifici sull’esatto contenuto del suo intervento nella puntata di ieri, si può ritenere plausibile — in base ai suoi precedenti scritti — che Casazza abbia offerto una riflessione sul confine sottile tra narrazione e realtà: tra l’influenza delle ricostruzioni mediatiche e la verità processuale, tra la suggestione del racconto e la rigorosa ricerca dei fatti.
Il caso Garlasco continua a vivere nuove stagioni investigative e mediatiche. La Procura di Pavia ha riaperto l’inchiesta in seguito a emergenze probatorie inedite: tra queste, un nuovo “supertestimone” — individuato grazie al lavoro dell’inviato delle Iene, Alessandro De Giuseppe — che avrebbe consentito il recupero di potenziali strumenti del delitto ancora da analizzare. Fronte del Blog Fronte del Blog #+1
Atti forensi, come l’esame dei vestiti trovati nel canale vicino al luogo del delitto, e analisi delle impronte — definite come “impronta 33” — continuano a sollevare quesiti, anche sul rigore delle registrazioni nei verbali e sulla accuratezza della prima fase investigativa. Virgilio.itLibero.itRaiNews
È ormai evidente che il delitto di Garlasco non è solo un cold case giudiziario, ma un vero e proprio match nel linguaggio mediatico: talk show, iene, criminologi ospitati in studio e approfondimenti televisivi si susseguono periodicamente, alimentando un clima in cui la linea tra cronaca, fiction e speculazione si fa sempre più tenue. Il Foglio
Nella sua duplice veste di autore e osservatore degli intrecci tra cronaca nera e fiction, Rino Casazza rappresenta una voce autorevole e distaccata. La sua partecipazione a Fatti di Nera funge da pungolo critico: un richiamo a non confondere narrazione e indagine, a non premiare lo spettacolo giudiziario a scapito della verità processuale, e a mantenere uno sguardo rigoroso sulle fonti e sulle procedure.











