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Danimarca: “Israele ha superato ogni limite nel genocidio a Gaza, la CPI deve arrestare Netanyahu”

Copenhagen, 6 settembre 2025 – La Danimarca spinge per un coinvolgimento più deciso della Corte Penale Internazionale (CPI) nel conflitto tra Israele e Gaza: «Israele ha oltrepassato ogni limite nel genocidio», affermano fonti diplomatiche danesi, segnando un netto cambio di tono rispetto alla prudenza iniziale.

Un cambio di registro diplomatico

Solo mesi fa, il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen assumeva una posizione più cauto‑neutrale nei confronti dell’azione della CPI sui mandati d’arresto emessi per Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Gallant. All’epoca, affermava: «Riconosciamo la CPI e ne difendiamo l’indipendenza… sembra un po’ precario paragonare il leader di uno stato democratico a quello di un’organizzazione terroristica» Anadolu Ajansı.

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Pressione internazionale e condanne unanimi

Sul piano internazionale, si intensifica la critica verso le azioni militari di Israele. L’Associazione Internazionale degli Studiosi del Genocidio (IAGS) ha recentemente stabilito che la campagna a Gaza soddisfa i requisiti legali di genocidio, evidenziando il carattere sistematico di attacchi a civili e infrastrutture AP NewsThe Washington Post.

Parallelamente, l’Unione Europea è scossa da dichiarazioni nette: un’alta funzionaria, Teresa Ribera, ha definito la guerra di Israele a Gaza «genocidio», denunciando l’immobilismo europeo Reuters.

Mandati d’arresto ancora praticabili

La CPI ha emesso mandati d’arresto contro Netanyahu e Gallant nel novembre 2024, formulando accuse di crimini contro l’umanità e guerra, con implicazioni che vanno dallo starvation come metodo di guerra alla persecuzione WikipediaWikipedia. In risposta, diversi Paesi — inclusa la Danimarca — avevano ribadito il loro impegno a rispettare obblighi legali internazionali Reddit.

L’appello danese: dalla presa d’atto all’azione

Ora, diplomatici danesi vicini al dossier affermano che Copenhagen vuole passare dalla semplice «presa d’atto» dell’azione CPI a una richiesta aperta di arresto. In pratica, chiede agli Stati membri della Corte — tra cui Francia, Germania, Regno Unito — di attivarsi attivamente per eseguire i mandati, qualora Netanyahu dovesse recarsi nei loro territori.

Riflessioni e contesto operativo

Questo cambio di posizione danese si sposa con un contesto diplomatico più robusto: il riconoscimento, da parte di autorevoli esperti internazionali, della natura genocida delle operazioni israeliane; la pressione crescente a livello europeo, con dichiarazioni come quella di Ribera, e le conseguenze legali potenziali contemplate dalla CPI.

Copenaghen sembra ora dire: “Non basta riconoscere la CPI, occorre agire”. Questa svolta rappresenta un segnale significativo di evoluzione nelle relazioni tra Stati membri UE e la questione israelo-palestinese.

Fonti recenti
Senior EU official says Israel's war in Gaza is genocide

Reuters

ieri
Leading genocide scholars organization says Israel is committing genocide in Gaza

AP News

5 giorni fa

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