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Delitto di Garlasco, Bolzan a “Filorosso”: “Lesioni contraddittorie e un foro misterioso. Doppia arma? Non escludo nulla”

Durante la puntata del 1° settembre del talk show “Filorosso”, la criminologa Flaminia Bolzan torna ad approfondire le anomalie emerse dall’autopsia del 2007, rilanciando scenari alternativi al caso che da quasi vent’anni scuote l’opinione pubblica.

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Nella puntata di “Filorosso” trasmessa il 1° settembre 2025 su Rai 3, Flaminia Bolzan, criminologa e psicologa, ha offerto un’analisi profonda sul caso di Garlasco, mettendo in luce dettagli del referto autoptico che sollevano forti interrogativi.

Bolzan ha evidenziato una discrepanza sugli orari della morte stimata da Marco Ballardini nel 2007, collocandola tra le 10:30 e le 12:00, con una maggiore probabilità tra le 11:00 e le 11:30, un lasso temporale che, secondo la criminologa, suggerisce un’azione omicidiaria rapidissima, con poche lesioni mortali concentrate sul viso e sull’occipite Corriere di Maremmapoliticamentecorretto.com.

La cronologia e la natura delle lesioni lasciano supporre che Chiara Poggi non abbia avuto alcuna opportunità di difendersi, poiché le ferite mostrano segni di vitalità, senza tracce di reazione difensiva Corriere di Maremma.

In particolare, l’analisi dei tagli sulle palpebre ha convinto Bolzan del fatto che non si tratti di sevizie vere e proprie, ma piuttosto di ferite superficiali inflitte con uno strumento differente da quello usato per i colpi mortali. “Non credo alla tortura”, ha sottolineato, evidenziando come la freddezza della dinamica non sia compatibile con un atto di tortura Corriere di MaremmaLibero.it.

Altro elemento cruciale è il piccolissimo foro o lesione vicino alla tempia, sopra l’orecchio. Bolzan ha definito questa anomalia “difficile da inquadrare con un terzo mezzo lesivo”, ma ha richiamato la consulenza del perito Manieri, secondo cui la ferita potrebbe essere compatibile con il contatto accidentale con un portavaso in ferro battuto durante la caduta di Chiara Corriere di MaremmaiO Donna.

A questo si aggiunge la suggestiva ipotesi, già più volte rilanciata in trasmissione, di utilizzo di due armi distinte, una per i colpi letali e un’altra per i tagli, scenario che Bolzan non ha escluso politicamentecorretto.comiO Donna.

Il quadro delineato dalla criminologa, seppur privo di conferme ufficiali, alimenta nuove domande: l’omicidio, avvenuto il 13 agosto 2007, potrebbe non essere stato un atto unicamente con un’arma, né un atto commesso da una sola persona. Bolzan ha evidenziato che l’assenza di difesa da parte della vittima, la natura delle lesioni e la presenza di una ferita misteriosa richiedono una revisione delle ipotesi investigative.

Con questa analisi, Flaminia Bolzan contribuisce a mantenere alta l’attenzione su un caso che continua a sollevare inquietanti interrogativi, quasi vent’anni dopo la tragedia.


 L’intervento di Bolzan rilancia riflessioni essenziali sulla dinamica del delitto: la rapidità dei colpi, gli strumenti potenzialmente multipli, e la ferita fuori contesto costituiscono un invito pressante a nuovi accertamenti tecnici e interpretativi.

Se desiderate approfondire singoli aspetti — come la consulenza di Manieri o la valutazione del perito Ballardini — sono a disposizione per integrare con ulteriori dettagli e fonti.

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