La Guardia di Finanza trova 84 imbarcazioni irregolari. Sanzioni per 53mila euro
Sul Lago di Garda è scattata la stretta della Guardia di Finanza contro le imbarcazioni che non rispettano le norme di sicurezza e navigazione: nell’ambito dell’operazione estiva denominata SecureLake 2025, durante controlli intensificati nelle acque del Benaco, sono state individuate 84 imbarcazioni irregolari, per le quali sono state elevate sanzioni per un totale di circa 53.000 euro.
Ecco le dinamiche degli interventi, le tipologie di violazioni più diffuse, le conseguenze per i diportisti e il quadro generale della sicurezza nautica sul Lago.
L’operazione SecureLake 2025 è stata avviata all’inizio della stagione nautica estiva dalla Sezione Operativa Navale Lago di Garda, con base a Salò. L’obiettivo è duplice: garantire la sicurezza della navigazione e verificare il rispetto delle normative statali e regionali da parte dei diportisti.
Le attività hanno coinvolto pattuglie navali dedicate, che in varie giornate hanno effettuato verifiche del rispetto dei limiti di velocità, della dotazione di sicurezza a bordo, della correttezza documentale e della navigazione vicino alle coste, nei tratti dove il traffico è particolarmente intenso o soggetto a pericoli (correnti, vento, moto ondoso).
I controlli si sono svolti congiuntamente alla polizia provinciale, ai comandi locali della Guardia Costiera e, per alcuni aspetti amministrativi, con le Prefetture competenti. Gli interventi sono concentrati nei fine settimana e nei giorni festivi, nonché nelle ore di punta, quando l’afflusso di barche da diporto è maggiore.
Tra le 84 imbarcazioni sanzionate, le infrazioni più frequenti riguardano:
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Assenza o carenza dei documenti di bordo: proprietari o comandanti non presentavano patente nautica, registrazione, assicurazione obbligatoria, oppure non avevano a bordo i libretti di navigazione richiesti.
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Dotazioni di sicurezza mancanti o non conformi: giubbotti salvagente insufficienti o deteriorati, mancanza di segnalazioni luminose, di segnali acustici, estintori scaduti o non adeguati.
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Navigazione pericolosa sotto costa: avvicinamento oltre il consentito, eccesso di velocità in zone restrittive, manovre improvvise in aree di balneazione o trafficate.
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Velocità eccessiva: superamento dei limiti imposti per la navigazione interna, specialmente durante il crepuscolo o in condizioni meteo avverse.
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Uso commerciale o noleggio abusivo: casi in cui le imbarcazioni venivano utilizzate per attività a pagamento senza le necessarie autorizzazioni o contratti regolari.
Secondo il bilancio stilato alla fine della prima fase dell’operazione (fino a fine luglio), le cifre parlano chiaro:
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84 imbarcazioni sono risultate non regolari, su un totale di controlli che supera le 100 verifiche lacustri.
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L’ammontare complessivo delle multe si aggira intorno ai 53.000 euro, una cifra superiore rispetto ad analoghe operazioni degli anni precedenti, segno di maggiore rigidità o maggior numero di violazioni accertate.
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Oltre alle multe, alcune barche sono state poste sotto sequestro amministrativo temporaneo fino alla regolarizzazione dei dispositivi di sicurezza e dei documenti.
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In alcuni casi sono stati effettuati interventi di soccorso: barche in avaria, motori guasti, condizioni meteo improvvise hanno richiesto l’intervento della Guardia di Finanza per mettere in sicurezza persone in difficoltà.
Un elemento chiave dell’operazione è il cosiddetto “bollino blu”: un marchio di conformità che viene rilasciato a seguito di verifica completa, in cui l’imbarcazione rispetta tutte le dotazioni di sicurezza previste dalla legge, ha i documenti in ordine e non presenta difetti rilevanti.
Chi ottiene questo bollino blu viene esentato da ulteriori controlli su quegli stessi aspetti per il resto dell’anno, un incentivo concreto per la regolarizzazione preventiva.
L’idea è: meglio prevenire che sanzionare continuamente. Ma i controlli restano frequenti su altri aspetti (velocità, navigazione vicino alla costa, rispetto degli avvisi meteo, ecc.).
I controlli hanno suscitato reazioni miste fra i diportisti locali e le associazioni nautiche:
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Diportisti che protestano perché denunciano “eccessiva severità” su dettagli minori, come la luce di via scaduta da pochi mesi, o documenti ritardati per motivi amministrativi. Alcuni lamentano che la segnalazione preventiva delle norme non è sufficientemente capillare, specie per chi usa l’imbarcazione saltuariamente.
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Associazioni nautiche che chiedono una maggiore informazione preventiva, campagne pubbliche per spiegare le regole, e la presenza più visibile di punti informativi presso porti e attracchi.
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Autorità locali e Guardia di Finanza che puntano sull’efficacia dei controlli e sull’aumento della sicurezza, sottolineando che questi interventi servono anche a prevenire incidenti, infortuni o emergenze in acqua, e a garantire che la navigazione non impatti negativamente sull’ambiente e sugli altri utenti del lago (nuotatori, canoisti, paddlers).
Gli episodi verificati durante i controlli evidenziano rischi concreti:
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Imbarcazioni con poca o nessuna segnalazione luminosa in avvicinamento al buio o in condizioni di scarsa visibilità.
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Barche con dotazioni di salvataggio inadeguate che possono diventare trappole in caso di guasto del motore o ribaltamento.
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Navigazione sotto costa ad alta velocità: rischio collisione con bagnanti, canoe, paddle, oppure danni alle rive del lago.
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Emergenze in condizioni meteo avverse, con vento improvviso o moto ondoso, che amplificano pericoli e richieste di soccorso.
Rispetto alle operazioni Laghi Sicuri precedenti:
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Il numero di infrazioni sul Garda è simile o in lieve aumento, segno che nonostante gli sforzi molti diportisti continuano a ignorare o sottovalutare alcune norme.
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Le somme complessive delle sanzioni, seppure variabili, stanno crescendo: il maggior numero di controlli, unita alla maggiore sensibilità verso aspetti come sicurezza e tutela ambientale, porta a multe più alte.
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L’utilizzo del bollino blu è diventato un modello sempre più apprezzato; nelle edizioni passate non c’era questa opportunità di “certificazione preventiva” che semplifica la vita di diportisti diligenti.
Per chi naviga sul Lago di Garda, alcuni punti essenziali sono da tenere presenti per evitare sanzioni:
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Documenti in regola: patente nautica quando richiesta, registrazione dell’imbarcazione, assicurazione, documenti di proprietà.
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Dotazioni di sicurezza: giubbotti per tutti, segnali luminosi/acustici, estintori, zattera se necessaria, attrezzatura per salvataggi.
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Limiti di velocità e navigazione vicino alla costa: rispettare le distanze dai bagnanti, dalle spiagge, dalle zone protette, condizioni meteo.
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Informazioni sulle norme: consultare gli avvisi locali, conoscere i regolamenti comunali o provinciali relativi al demanio lacuale e altre regole che possono variare.
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Uso commerciale vs uso privato: se l’imbarcazione è noleggiata, assicurarsi che sia tutto in regola con licenze, contratti e convenzioni, nonché con le autorizzazioni specifiche.
L’operazione SecureLake 2025 della Guardia di Finanza sul Lago di Garda dimostra che la stagione dei controlli è ufficialmente iniziata, con un bilancio significativo: 84 imbarcazioni irregolari, sanzioni per 53mila euro, interventi di soccorso e una presenza rafforzata in acqua per tutelare la sicurezza di tutti.
Mentre alcuni vedono nei controlli una “severità eccessiva”, altri li considerano indispensabili per prevenire incidenti, far emergere abusi e garantire che il lago resti un luogo sicuro per chi naviga, per chi nuota, per chi vive sulle sue rive.
L’attesa è che, con l’arrivo dell’autunno, gli effetti si estendano: più prevenzione, più informazione, ma anche meno violazioni e meno costi imprevisti per chi ama godersi le acque del Garda rispettando le regole.











