Graham (USA): le sanzioni non hanno funzionato. “Colpire chi acquista petrolio dalla Russia”
L’analisi di Lindsey Graham mette in evidenza che, quasi tre anni dopo l’inizio del conflitto in Ucraina, le sanzioni finora approvate non hanno raggiunto l’obiettivo politico fondamentale: fermare la guerra di aggressione russa. La sua proposta di colpire chi continua ad acquistare petrolio da Mosca è tanto provocatoria quanto logica, nel senso che mira a stringere la morsa economica da più lati.
Le sanzioni statunitensi imposte a Mosca a partire dall’invasione dell’Ucraina nel 2022 hanno prodotto effetti, ma non quelli sperati. Lo sostiene con chiarezza il senatore Lindsey Graham, repubblicano della Carolina del Sud, che nelle ultime settimane ha intensificato le sue critiche: l’attuale regime di sanzioni, secondo Graham, non è riuscito a fermare l’aggressione russa né a costringere Vladimir Putin al tavolo negoziale. Per questo, la sua proposta è di spostare il focus: non solo punire la Russia direttamente, ma colpire anche chi continua ad acquistare petrolio russo.
Durante un’intervista su NBC News, Graham ha affermato che “nessuna sanzione ha funzionato contro la Russia” nel senso di costringere un cambiamento strategico significativo. Izvestia
Il senatore accusa paesi come India, Cina e Brasile di esercitare un ruolo decisivo nel finanziare indirettamente l’operato del Cremlino acquistando petrolio, gas e materie prime russe a prezzi scontati. Per Graham, senza la domanda internazionale, le risorse finanziarie che permettono a Mosca di portare avanti la guerra verrebbero drasticamente ridotte. Anadolu Ajansı+2The Economic Times+2
Per tradurre queste critiche in azione concreta, Graham ha promosso insieme al senatore Richard Blumenthal un disegno di legge — il Sanctioning Russia Act of 2025 — che prevede misure severe non solo contro la Russia, ma anche contro quei paesi che commerciano con essa. Senatore Kevin Cramer+2Senatore Lindsey Graham+2
Tra le idee all’esame:
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Tariffe molto alte (fino al 500 %) su beni importati dagli Stati Uniti provenienti da paesi che continuano ad acquistare petrolio, gas, uranio o altri prodotti russi. Senatore Lindsey Graham+2CBS News+2
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Sanzioni secondarie che mirano a colpire catene di approvvigionamento, finanza, e operazioni commerciali di quei paesi che mantengono legami economici con Mosca. OilPrice.com+1
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Disposizioni che darebbero al Presidente americano una certa discrezionalità (con esenzioni/deroghe), in modo da non rendere le misure rigide al punto da compromettere relazioni diplomatiche e commerciali con partner strategici. Українська правда+2thegaze.media+2
Le ragioni alla base della nuova strategia di Graham si possono riassumere nei seguenti punti:
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Sussistenza della domanda globale: Nonostante le sanzioni occidentali, la Russia continua a vendere petrolio e gas a mercati emergenti dove la domanda resta elevata. Queste entrate finanziano il budget bellico e mantengono la macchina dello Stato russo in piedi. Anadolu Ajansı+2OilPrice.com+2
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Elusione delle sanzioni: Mosca ha trovato vie alternative per aggirare le restrizioni, incluse pratiche di sconto, utilizzo di intermediari, rotte non convenzionali e persino mercati “paralleli”. Ciò dimostra che le sanzioni dirette da sole possono essere insufficienti. (Sebbene questo punto non sia sempre ben documentato nei discorsi di Graham, è implicito nelle sue critiche sull’inefficacia.)
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Effetto moltiplicatore: Se molti paesi decidessero di smettere di comprare petrolio russo – o fossero disincentivati a farlo da tariffe o sanzioni secondarie – il blocco economico su Mosca sarebbe molto più forte, creando pressione reale per fermare la guerra o almeno spingere verso negoziati.
Non tutti sono convinti che questa strada sia praticabile o desiderabile. Emerge infatti un panorama di preoccupazioni:
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Rischio di conflitto diplomatico: Colpire paesi come India, Cina o Brasile – che hanno legami economici profondi con la Russia o semplicemente dipendono da risorse energetiche russe – rischia di alienare alleati o creare tensioni su scala globale. Alcuni potrebbero interpretare queste misure come coercizione economica aggressiva.
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Effetti collaterali economici: Le tariffe molto alte possono rimbalzare sui consumatori interni americani e sui mercati globali, aumentando i costi dell’energia, dei beni importati e della catena logistica.
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Difficoltà nell’applicazione: Verificare chi compra petrolio russo, a quale prezzo, con quali modalità, richiede trasparenza, dati precisi, cooperazione internazionale. Alcune nazioni adottano pratiche contorte per nascondere l’origine del prodotto; le sanzioni secondarie richiedono anche efficaci strumenti di enforcement.
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Deroghe e discrezionalità presidenziale: La proposta di legge include meccanismi che permettono al Presidente di concedere eccezioni, il che può indebolire l’efficacia complessiva delle misure, specie se tali eccezioni sono ampie. Українська правда+1
Il disegno di legge di Graham e Blumenthal ha raccolto già un numero significativo di co-sponsor: oltre 80 senatori lo sostengono, il che indica un consenso bipartisan in crescita. Senatore Kevin Cramer+2Senatore Lindsey Graham+2
Tuttavia, l’amministrazione Usa – sotto la presidenza di Donald Trump – appare cauta nel procedere con versioni troppo rigide del testo. Alcune fonti riferiscono che si stia negoziando per inserire clausole di salvaguardia, rendere alcune sanzioni “facoltative” (“may”) anziché obbligatorie (“shall”), in modo da avere margini di manovra diplomatici. thegaze.media+1
Per capire se la strategia di “colpire la domanda” possa funzionare, si possono guardare esempi storici o contemporanei:
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Le sanzioni all’Iran sul petrolio hanno incluso restrizioni sugli acquirenti terzi, rendendo più caro e complesso commerciare.
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Anche le misure europee riguardo al petrolio russo (embargo su alcune categorie, limiti ai trasporti marittimi assicurati, divieti di servizi correlati) hanno prodotto disagi, ma non un’interruzione totale della domanda.
In generale, gli esempi mostrano che le sanzioni multiple – dirette, secondarie, coordinamento multilaterale – sono più efficaci. Ma anche esse richiedono costanza, trasparenza e volontà politica prolungata.
Alla luce degli elementi emersi, la proposta di Graham presenta aspetti potenzialmente incisivi, ma anche ostacoli seri:
Punti di forza:
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È una mossa che attacca il problema alla radice: non solo colpire l’offerta russa, ma ridurre la domanda globale che rende redditizia la guerra.
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Ha il potenziale di rafforzare l’unità occidentale e coordinare sforzi diplomatici e commerciali, specialmente se l’Unione Europea e altri partner accettassero misure analoghe.
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Fornisce leva negoziale: sanzioni più dure contro la domanda possono essere un incentivo forte perché il governo russo consideri alternative, dialogo, trattative.
Rischi principali:
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La cooperazione internazionale potrebbe mancare: molti paesi che comprano petrolio russo hanno anche motivi strategici, economici, geopolitici per non cedere a pressioni esterne.
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Il contraccolpo economico interno negli Stati Uniti o tra alleati stretti potrebbe generare resistenze politiche.
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Possibilità di elusione, mercati neri, intermediazione opaca: se i dati sulla provenienza non sono trasparenti, e se non c’è enforcement forte, l’impatto reale può essere molto diluito.
Il successo di questa strategia dipenderà da molte variabili: dalla volontà politica degli Stati Uniti e dei partner internazionali, dalla capacità di costruire norme condivise (anche a livello multilaterale) per sanzioni secondarie, dalla gestione delle imprecisioni e delle deroghe. Se messa in pratica, la misura potrebbe rendere le sanzioni davvero incisive; se diluita da compromessi, rischia di restare simbolica come molte delle sue precedenti incarnazioni.
A ogni modo, Graham ha chiarito che non si accontenta di sanzioni parziali: vuole misure che “devastino” i canali economici che permettono alla Russia di rifornire la sua macchina bellica. È una sfida che trascende il confine tra politica estera, strategia economica e morale: mettere sotto pressione non solo chi agisce, ma anche chi permette indirettamente l’azione.











