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Leone XIV, il bue dà del cornuto all’asino?
“Tono posato, l’aplomb elegante e lo charme americano comunicano rassicurazione e conforto: ma Papa Leone XIV è un reazionario latente, un fuoco ultra-conservatore che cova sotto la cenere profumata dell’immaginario pop-digitale. Nel suo primo libro-intervista, “León XIV: ciudadano del mundo, misionero del siglo XXI“, Prevost rompe il silenzio sulle questioni LGBTQIA. Lo fa scegliendo la parola meno neutra e più ostile del dizionario teologico: “ossessione”. L’“ossessione dell’Occidente per la sessualità”, così la definisce in inglese – sua lingua madre – nel rispondere a una domanda sull’“LGBT issue”. Così scrive Giuliano Federico sul sito Gay.it. Bisogna allora dire che Leone XVI fa venire in mente il bue che dava del cornuto all’asino. La sessualità, in realtà, ha sempre ossessionato la Chiesa. Per rendersene conto basta vedere il numero di paragrafi nel Catechismo della Chiesa cattolica dedicati alla morale sessuale, mentre questa è quasi assente nel Vangelo. Gesù non era ossessionato dai peccati sessuali. Ossessionati dalla paura di cadere nelle “tentazioni impure” lo sono stati molti santi, compreso il grande Francesco che, stando al racconto del suo biografo Tommaso Da Celano, per vincere una “violentissima tentazione di lussuria”, uscì nudo nel cortile, s’immerse nella neve, e poiché la tentazione non svaniva si mise a fare pupazzi di neve e ne tirò su ben sette. E non è stata la Chiesa per lungo tempo a sostituire il sesto comandamento “Non commettere adulterio” con “Non commettere atti impuri”? Gli uomini della Chiesa sono sempre stati ossessionati dalla paura della sessualità, e dal potere sulla sessualità, soprattutto sulla sessualità femminile.
Renato Pierri

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