VUOI UN PITBULL ? SOLO CON IL PORTO D’ARMI.
Dopo gli ultimi tre episodi a distanza di una settimana è tempo di sanare il vulnus legislativo.
Disabile azzannato ad un braccio da un cane di razza pitbull mentre si muoveva in carrozzina sul marciapiede a Prato, immediatamente trasportato al pronto soccorso mentre il proprietario si defilava con il cane senza prestare soccorso. Sempre la scorsa settimana a Scafati (Salerno) un bambino di nove anni è stato azzannato da un pitbull, riportando gravi ferite agli arti, trasportato all’ospedale è stato sottoposto anch’esso ad un intervento chirurgico, mentre ad Ancona un pitbull è stato ucciso a margine di un’operazione antidroga in una piazza di spaccio, il compagno della proprietaria del cane chiamato Narcos, che ha tentato di disfarsi di tre dosi di hashish all’arrivo degli agenti, lo scorso febbraio è stato condannato in rito abbreviato a tre anni di reclusione per avere rapinato un cittadino aizzando il cane contro che lo ha azzannato ad una gamba. Soltanto alcuni mesi fa ad Acerra (Napoli) una bambina di nove mesi è stata uccisa sbranata dal pitbull di famiglia.
Non sono i primi casi ne saranno gli ultimi. Tragedie che, sostiene il Partito Animalista Europeo, possono essere evitate a patto di sanare il vulnus legislativo. Per il Pae, infatti, solo chi detiene un porto d’armi per difesa personale potrebbe poter acquistare cani che appartengono alle specie ritenute più pericolose.
“Se è vero che la reazione di ogni singolo cane è imprevedibile perché non è possibile stabilire il rischio di una maggiore aggressività di un cane sulla base dell’appartenenza ad una razza o ai suoi incroci, è pur vero che l’esito delle conseguenze cambia sostanzialmente se l’aggressore è un pitbull (o bull terrier, rottweiler, dogo o altre razze utilizzate per i combattimenti ovvero indicate nella inapplicata black list ministeriale) piuttosto che un barboncino. Preso atto del vulnus legislativo per cui le istituzioni tramite ripetute ordinanze contenibili ed urgenti concernenti la “Tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione di cani” prorogate annualmente con modifiche sempre più inefficaci a risolvere il problema, come l’esclusione della black list dei cani potenzialmente pericolosi inserita dal Ministro Turco nel 2006, al fine di contrastare tale rischio sarebbe opportuno ed auspicabile limitare la vendita di cani potenzialmente pericolosi esclusivamente ai titolari della licenza di porto d’armi per difesa personale, considerato oltretutto che tali razze vengono utilizzate dalla criminalità organizzata per i combattimenti clandestini, nelle piazze di spaccio, dalle bande delinquenziali, dai tossicodipendenti, pregiudicati, zingari, rom e quanto altro.”, dichiara il presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli. “L’aggressione di alcuni cani può essere devastante quanto un colpo di revolver, per questo motivo la proposta del PAE chiede di equiparare tali cani a vere e proprie armi limitandone l’acquisto, la detenzione e la conduzione che potranno essere autorizzate solo ai possessori della licenza rilasciata dal Prefetto, la disciplina ed i requisiti sono indicati nel Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Un’autorizzazione subordinata a requisiti ferrei: fedina penale pulita, dimostrazione di un’effettiva necessità di difesa, e soprattutto un’idoneità psico-fisica certificata dall’ASL che attesti l’assenza di disturbi mentali, di personalità, e che il soggetto non faccia uso di droghe o abusi di alcol. La licenza, inoltre, andrebbe rinnovata ogni anno. In questo modo crollerebbe del 99,9% il commercio di tali animali, l’unico modo per evitare il ripetersi dei drammatici fatti di cronaca le cui vittime sono anche gli stessi animali sfruttati, torturati o drogati per commettere reati. Fatto salvo per i cani provenienti da provvedimenti di sequestro e confisca, come ad esempio i cani utilizzati per i combattimenti clandestini, per cui le associazioni protezionistiche di volontariato continueranno ad avere la facoltà di gestirne il recupero e la custodia” conclude il presidente del Pae “La proposta è stata lanciata nel 2016 se fosse stata approvata in Parlamento oggi sarebbero ancora in vita decine di persone soprattutto bambini e molti animali, senza considerare il numero elevato di ferite, lesioni permanenti e deturpazioni riportate dalle vittime di gravi attacchi da parte di queste razze canine. E’ giunto il momento di affrontare concretamente la questione da parte











