Napoli: le municipalità vanno abolite! Non hanno poteri operativi
Riflettori puntati sulla “gettonopoli” e sulla “rimborsopoli” partenopea
Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della circoscrizione Vomero, dopo aver evidenziato, ancora una volta, le gravi carenze a Napoli nel funzionamento delle municipalità, rimarcando, tra l’altro, la scarsa operatività nei quartieri di presidenti, assessori e consiglieri rispetto alla soluzione concreta dei problemi reali dei territori amministrati, preso atto del mancato decentramento amministrativo a Napoli, con organismi peraltro privi di risorse economiche, di personale e di bilanci autonomi, atteso che l’indagine in corso della Procura generale della Corte dei Conti sta aprendo il vaso di Pandora sulla “gettonopoli” e sulla “rimborsopoli”, aspetti che venivano da tempo segnalati senza che siano stati mai adottati i provvedimenti del caso, con una spesa totale di ben 7,5 milioni di euro solo per gli emolumenti alla quale bisogna aggiungere gli importi per i rimborsi ai datori di lavoro per le assenze dei consiglieri durante le ore di riunione di consiglio e commissioni, spesa, si badi bene, a totale carico del Comune di Napoli, in stato di predissesto dal 2012, torna a ribadire la necessità di abolire questi organismi, nati elettivamente, come circoscrizioni, nell’anno 1980, ma che in quarantacinque anni di vita non hanno avuto alcuna reale e concreta utilità concreta e operativa per le popolazioni amministrate, più utili presumibilmente come bacini elettorali ai quali attingere in tutte le tornate elettive.
“ E’ inammissibile – afferma Capodanno – che a fronte della riduzione dei consiglieri comunali passati da 60 a 40, si sia continuato a mantenere, in questa consiliatura e per quattro anni, l’attuale assetto che prevede la divisione del territorio del capoluogo partenopeo in dieci municipalità con un esercito di ben 300 consiglieri municipali, 10 presidenti, 10 vicepresidenti e 30 assessori: tre per ogni municipalità – sottolinea Capodanno -. Anche su questo aspetto dovrebbe indagare la Procura dei Corte dei conti. Né servono palliativi, come la proposta al Consiglio comunale, varata in questi giorni dalla Giunta, che prevede, ma solo a partire dalle prossime elezioni comunali che si svolgeranno nella primavera del 2027, quindi tra quasi due anni, la riduzione a 240 consiglieri municipali, 10 presidenti , 1O assessori interni e 10 assessori esterni, per un totale di 260 persone al posto delle precedenti 340. Ancora tanti, ancora troppi “.
” Se proprio si volevano mantenere questi organismi – sottolinea Capodanno – dotandoli però prima di personale, risorse autonome, bilanci e deleghe operative, il numero di consiglieri andava ridotto a 100, 10 per ogni municipalità con 10 presidenti e abolendo totalmente gli assessorati, per un totale di 110 persone. Ma anche riducendo l’indennità del presidente del 50% rispetto a quella attuale e portando il numero massimo di gettoni di presenza per riunioni di consiglio e di commissioni a 14 al posto dei 28 attuali e dei 20 proposti, con la partecipazione in presenza e con convocazioni e verbali, anche delle commissioni, resi pubblici, affinché anche i cittadini ne possano prendere visione ed eventualmente partecipare “.
“ Al posto delle attuali dieci municipalità – puntualizza Capodanno – più costruttivo e operativo, nell’ambito dell’area metropolitana, risulterebbe la suddivisione del territorio dell’attuale Comune di Napoli in sei Comuni metropolitani, con elezione diretta e con poteri derivanti dalle vigenti disposizioni di legge. I nuovi Comuni avrebbero una popolazione media variabile tra i 150mila ed i 200mila abitanti e nascerebbero dall’accorpamento degli attuali quartieri. Per ognuno dei sei Comuni metropolitani andrebbero eletti 10 consiglieri ed un sindaco, coadiuvato da una giunta di due soli assessori, dei quali uno interno e uno esterno con rispetto della parità di genere, per un totale 72 persone impegnate “.
“ Un’ipotesi progettuale – precisa Capodanno -, prevede un Comune Napoli Ovest, corrispondente al territorio degli attuali quartieri di Bagnoli, Fuorigrotta, Pianura e Soccavo; mentre i quartieri Arenella, Chiaiano e Vomero costituirebbero il Comune Collinare ed i quartieri S. Carlo all’Arena, Stella, S. Lorenzo e Vicaria, il Comune Napoli Centro. I quartieri Chiaia, S. Ferdinando, Posillipo, Avvocata, Montecalvario, S. Giuseppe, Porto, Mercato e Pendino confluirebbero nel Comune Costiero, il Comune Nord riguarderebbe i territori dei quartieri Miano, Piscinola, Marianella, S. Pietro a Patierno, Scampia e Secondigliano ed infine il Comune Est si estenderebbe sui attuali territori di Poggioreale, Zona industriale, Barra, Ponticelli e S. Giovanni a Teduccio “.
“ Con questa proposta – conclude Capodanno – non solo si otterrebbe un notevole risparmio economico, anche perché le spese per i nuovi Comuni, a differenza di quanto accade attualmente per le municipalità cittadine, ricadrebbero su un apposito fondo a totale carico dello Stato ma finalmente si insedierebbero organismi elettivi in grado di dare risposte concrete, operative e immediate alle istanze delle popolazioni amministrate, cosa che notoriamente allo stato non avviene, indipendentemente dal numero di assessori e consiglieri municipali “.











