Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani desidera esprimere la propria profonda preoccupazione riguardo alle notizie sul possibile accorpamento dell’Istituto Comprensivo Marco Polo di Torricella. Le iniziative dei genitori, che ieri si sono riuniti in un sit-in davanti alle scuole elementari, non rappresentano semplicemente una protesta, ma una chiara manifestazione del diritto dei cittadini di partecipare e tutelare l’istruzione dei loro figli, un diritto che è alla base della vita civile e della democrazia.
La scuola non è soltanto un luogo in cui si trasmettono nozioni, ma un presidio di cultura, coesione sociale e sviluppo umano, soprattutto nelle aree più periferiche, dove la comunità trova nelle istituzioni scolastiche punti di riferimento imprescindibili. L’idea di accorpare un istituto florido, che ha chiuso l’ultimo anno scolastico con un bilancio in attivo e dispone di tutte le risorse necessarie, appare pertanto priva di fondamento pedagogico e organizzativo, rischiando di disperdere energie preziose e compromettere la qualità dell’offerta educativa.
In questo contesto, il rispetto delle sentenze del TAR diventa essenziale, perché ignorarle non significa soltanto trascurare principi di legalità, ma anche ledere i diritti degli studenti e delle comunità che li sostengono. La direzione didattica locale ha un ruolo fondamentale nel dare voce alle scuole della Valle del Turano, e sopprimerla significherebbe ridurre la partecipazione dei cittadini e la capacità di rappresentare esigenze e istanze sul territorio.
Il CNDDU condivide le preoccupazioni espresse dai genitori e dalla sindaca Floriana Broccoletti, che hanno sottolineato quanto sia importante una scuola radicata, solida e di qualità, capace di accompagnare i bambini e le famiglie nel percorso educativo e civile. È necessario che le istituzioni regionali e nazionali riconsiderino il progetto di accorpamento, tenendo conto non solo delle norme e delle sentenze, ma soprattutto dei reali effetti sulla vita dei ragazzi e sulle comunità che vivono e respirano attorno alla scuola.
L’istruzione resta una priorità pubblica irrinunciabile, un bene comune da tutelare con attenzione, equità e rispetto dei diritti umani fondamentali. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani continuerà a seguire con attenzione l’evolversi della situazione e a sostenere tutte le iniziative finalizzate a proteggere i diritti dei bambini, delle famiglie e del personale scolastico.
Ogni tentativo di ridimensionare istituti che funzionano mette a rischio il tessuto sociale e culturale delle comunità, indebolendo la partecipazione civica e la responsabilità collettiva. Una scuola viva e autonoma permette ai ragazzi di crescere con consapevolezza, di apprendere non solo conoscenze, ma anche valori civili. Non possiamo accettare che la pianificazione amministrativa prevalga sulla tutela dei diritti e sul rispetto dei bisogni reali degli studenti. Il CNDDU continuerà a stimolare il dialogo tra istituzioni e cittadini, affinché la scuola resti un luogo di opportunità e di futuro, mai un semplice numero da spostare.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU











