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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) esprime sgomento e profonda vicinanza alla giovane quattordicenne disabile di Galatina, la cui vicenda richiama con forza la responsabilità educativa e civile della nostra comunità.

Una ragazza fragile, con un funzionamento cognitivo ed emotivo complesso, ha avuto il coraggio di denunciare presunti abusi da parte di adulti che avrebbero dovuto proteggerla. Questo gesto, carico di dignità e sofferenza, non può e non deve essere svalutato.

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La vulnerabilità, che in questo caso viene letta come inidoneità a testimoniare, dovrebbe invece essere considerata come segnale di bisogno di protezione speciale, non come limite alla credibilità.

Il CNDDU ribadisce che i diritti dei minori con disabilità vanno garantiti con misure mirate, basate su un approccio inclusivo e rispettoso, che tenga conto delle fragilità cognitive senza ridurre al silenzio chi cerca giustizia.

La decisione della giudice Valeria Fedele di approfondire le indagini restituisce fiducia in una giustizia capace di andare oltre gli ostacoli tecnici, ponendo al centro la persona e la sua dignità.

Sul piano socioeducativo, appare urgente rafforzare la cultura della prevenzione, attraverso programmi scolastici che insegnino l’empatia, il rispetto delle diversità, la tutela dei più deboli.

La scuola non è soltanto luogo di istruzione: è presidio di legalità, comunità di ascolto e laboratorio di cittadinanza attiva. Per questo deve essere sostenuta con risorse adeguate e con figure professionali capaci di intercettare segnali di disagio e di accompagnare i ragazzi nel percorso di crescita personale e relazionale.

Un’istituzione scolastica realmente inclusiva deve garantire agli studenti con disabilità pari opportunità di espressione e ascolto, offrendo spazi sicuri e protetti in cui la parola dei più fragili possa emergere senza timore.

Il CNDDU sottolinea la necessità di creare reti territoriali integrate, in cui istituzioni, famiglie, operatori sociali ed educatori lavorino insieme per prevenire e contrastare situazioni di abuso, garantendo tempestività e continuità d’intervento.

Il caso della giovane salentina non riguarda solo la giustizia penale, ma l’intera società: ci obbliga a riflettere su come accogliamo e sosteniamo chi vive condizioni di fragilità, e su quanto investiamo nella promozione di una cultura dei diritti umani realmente inclusiva.

Occorre potenziare i servizi di supporto psicologico e formativo per i minori vittime di abusi, affinché non si sentano mai isolati o inascoltati. La resilienza si costruisce con la vicinanza e con la fiducia nelle istituzioni.

È necessario formare magistrati, insegnanti, operatori sanitari e forze dell’ordine a riconoscere e trattare adeguatamente le situazioni che coinvolgono minori disabili, evitando ogni forma di discriminazione.

Il CNDDU propone inoltre di inserire percorsi di educazione ai diritti umani e all’affettività in tutte le scuole, per prevenire la violenza di genere e gli abusi, favorendo un’educazione al rispetto reciproco fin dall’infanzia.

Difendere questa adolescente significa promuovere un modello educativo e sociale che non lasci indietro nessuno, specialmente i più vulnerabili. È un compito che riguarda tutti: istituzioni, scuola, famiglie e cittadini.

Il CNDDU rinnova il proprio impegno a sensibilizzare, educare e promuovere una cittadinanza fondata sul rispetto, sulla cura e sulla responsabilità condivisa.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

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