La grande differenza tra aborto e omicidio
Non ho la pretesa d’essere più intelligente di tutte le persone certamente non stupide, presenti nella trasmissione Piazza Pulita del 25 settembre, e quindi non riesco a spiegarmi come mai un semplice concetto non abbia sfiorato la mente degli illustri ospiti, tra i quali anche una signora dell’Associazione Pro Vita. In realtà, il semplice concetto non viene mai in mente a nessuno. In quella trasmissione si parlava di aborto e, a parte i pareri diversi su chi considera l’embrione come una persona e chi non lo considera tale, nessuno ha minimamente accennato ad una differenza sostanziale, importantissima tra l’aborto e l’omicidio, differenza della quale ho parlato moltissime volte. Coloro che mettono sullo stesso piano l’embrione e un bambino o un uomo, affermano con certezza che l’aborto è un omicidio. Neppure Giovanni Paolo II, che stupido non era, coglieva la grande differenza. Nella Evangelium vitae, con sconcertante disinvoltura ed inconsapevole cattiveria, ferendo tutte le donne che fino ad allora avevano abortito, il papa metteva sullo stesso piano l’aborto e il fratricidio di Caino. Charlie Kirk, quel signore un po’ folle che hanno assassinato negli Stati Uniti, era andato oltre ed aveva paragonato gli aborti in America addirittura all’Olocausto. A Giovanni Paolo II sfuggiva che all’origine del delitto di Caino c’era la gelosia, l’odio feroce verso la vittima. Caino voleva uccidere Abele. Ed è questo che sfugge a tutti. Le donne che abortiscono, salvo non siano matte, non odiano l’embrione, non vogliono uccidere l’embrione. Il loro fine non è la morte dell’embrione ma la liberazione da una situazione che non riescono a sopportare. Per la vittima non cambia nulla, ma tra Caino e la donna che abortisce c’è un abisso. Difficile da capire?
Renato Pierri











