Bassano: un tredicenne aggredito e il ruolo imprescindibile della scuola nella prevenzione della violenza
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani segue con sgomento la vicenda accaduta a Bassano del Grappa, dove un ragazzo di soli tredici anni è stato brutalmente aggredito da un gruppo di coetanei all’uscita di un’attrazione del luna park. Una domenica che avrebbe dovuto essere occasione di spensieratezza si è trasformata in un incubo che lascia ferite non solo fisiche ma anche profonde cicatrici emotive, estendendo il dolore oltre la singola famiglia e raggiungendo l’intera comunità.
Questo episodio non è un fatto isolato di cronaca, ma un allarme sullo stato di salute del nostro tessuto sociale. La madre del ragazzo ha espresso l’angoscia di tanti genitori: la paura di non poter più garantire ai propri figli la libertà di vivere spazi pubblici senza timore. In questo contesto, la scuola emerge come l’istituzione centrale, l’unico presidio capace di intercettare il disagio, di guidare i giovani verso la consapevolezza dei propri diritti e doveri, e di costruire anticorpi culturali contro la violenza, il bullismo e l’indifferenza.
Gli insegnanti, di ruolo e non fuorisede, sono il cuore pulsante di questo presidio educativo. La loro quotidiana presenza nelle scuole, la conoscenza dei contesti locali e il rapporto continuo con studenti e famiglie li rende custodi insostituibili di percorsi di cittadinanza attiva e di formazione etica. Non si tratta solo di trasmettere contenuti disciplinari: la scuola ha il compito di educare al rispetto reciproco, alla solidarietà, alla gestione dei conflitti, e di offrire ai ragazzi adulti di riferimento credibili e preparati, capaci di intercettare segnali di rischio prima che diventino tragedie.
Colpisce inoltre l’atteggiamento di chi, invece di soccorrere la vittima, ha preferito filmare l’aggressione. È un segnale drammatico di una deriva culturale che la scuola deve contrastare quotidianamente: la spettacolarizzazione della violenza, la normalizzazione della sopraffazione e l’indebolimento del senso di comunità. La scuola deve essere il luogo in cui si coltiva la capacità di prendersi cura dell’altro, di denunciare le ingiustizie, di costruire cittadini responsabili e consapevoli.
Il CNDDU ribadisce la necessità di un sostegno concreto agli insegnanti e di una collaborazione reale tra scuole, famiglie e istituzioni. Non bastano interventi emergenziali o repressivi: è la formazione continua dei ragazzi, accompagnata da adulti competenti e sostenuti, a creare comunità sicure e resilienti. La scuola deve essere riconosciuta come centro nevralgico della prevenzione, della cultura dei diritti umani e della tutela dei più fragili, e non un semplice luogo di passaggio o di trasmissione di conoscenze accademiche.
Episodi come quello di Bassano ci impongono di riflettere: nella violenza subita da quel tredicenne si riflette lo smarrimento di una società che rischia di lasciare soli i suoi giovani. La difesa dei diritti umani comincia nella scuola, nella capacità di ogni insegnante di essere guida, custode e testimone di valori che resistono alla violenza e all’indifferenza. Proteggere i ragazzi significa proteggere il futuro di tutti.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU











