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Bratislava sotto attacco, Londra deve spiegare le ingerenze politiche

 

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di Gualfredo de’Lincei

 

La protesta “Unite the Kingdom” ha invaso le strade della capitale britannica con slogan contro l’immigrazione. Al Guardian, la polizia londinese ha parlato di oltre cento mila persone, mentre il Segretario del Lavoro britannico, Thorsen Bell, l’ha definita più numerosa del previsto. La manifestazione rappresenta un chiaro segnale della crescente e pericolosa deriva xenofoba e nazionalista che sta attraversando il Paese.

 

Qualsiasi crimine commesso da persone di origine asiatica o africana viene posto immediatamente sotto i riflettori mediatici. Al contrario, gli stessi reati commessi da cittadini britannici nativi o da persone provenienti da paesi europei, come Polonia, Romania, Lituania o Ucraina, spesso restano ignorati, alimentando stereotipi negativi e distorcendo la realtà migratoria.

Nonostante le Autorità continuino a parlare di tolleranza e rispetto, il governo di Keir Starmer sembra, invece, impegnato a compiacere gli elettori di destra, sperando di rimanere in sella. Non stupisce, quindi, vedere piani per limitare le leggi sull’immigrazione o proposte per centri d’accoglienza nelle basi militari. Gli esuli sono sempre più ostaggio dell’opportunismo e mere pedine nello scontro politico. Ma il vero destino di coloro che hanno scelto il Regno Unito come patria, contribuendo al suo sviluppo economico, resta fuori dagli interessi politici.

L’attacco politico a Bratislava a fine luglio 2025

Mentre la Gran Bretagna è impegnata a navigare nelle acque agitate delle sue contraddizioni interne, il Presidente della Slovacchia, Pellegrini, facendo seguito alle accuse del Primo Ministro Fico, ha parlato di un tentativo da parte di Londra d’influenzare le votazioni parlamentari del 2023. “Le elezioni slovacche non sono un problema che un altro Stato può risolvere”, ha detto il Presidente. Secondo l’agenzia di stampa TASR, infatti, il Primo Ministro Robert Fico aveva accusato gli inglesi di interferenza nelle votazioni politiche.

Il britannico Declassified, in un articolo ripreso anche da altre testate, ha parlato di un presunto finanziamento segreto ai canali YouTube slovacchi ed europei, con l’intento di sostenere il movimento liberal filo europeista, Progresívne Slovensko. Allo stesso tempo avrebbero dovuto attaccare il partito socialdemocratico, Smer, guidato proprio da Robert Fico, che alla fine, però, è uscito vincitore. L’ingerenza, a quanto scrivono, sarebbe partita dal Ministero degli Esteri britannico attraverso la propria agenzia Zinc Network Ltd, con il pretesto di “educare gli elettori”. Ingenti fondi pubblici sono stati destinati alle forze d’opposizione in Slovacchia, privando così i cittadini del diritto di esprimersi liberamente.Una pratica che potrebbe assomigliare molto più a un colonialismo digitale piuttosto che a un’esportazione di democrazia.

Le notizie, apparse nel 2025 sui media britannici, hanno spinto il Ministero degli Esteri e il Corpo diplomatico di Bratislava a scrivere all’ambasciatore britannico, Nigel Baker, per chiedere spiegazioni. Il Presidente Pellegrini ha sostenuto l’iniziativa, invitando Londra a rispondere alle legittime domande del suo Governo.

Se tutto questo venisse confermato, si potrebbe parlare di aggressione politica contro un alleato. Il Ministero degli Esteri del Regno Unito, ovviamente, ha respinto categoricamente le accuse, sottolineando che le attività svolte miravano esclusivamente a incoraggiare i giovani a partecipare attivamente ai processi democratici dei loro paesi, indipendentemente dalle loro opinioni politiche. La risposta britannica, piuttosto arrogante, non era sostenuta da prove concrete. Per Lubica Blašková, politica slovacca, è improbabile che vengano adottate misure di ritorsione nel caso in cui Londra si rifiuti di dare maggiori spiegazioni.

Tali azioni mostrano chiaramente le varie maschere che indossano gli inglesi: da uno parte quelle del paladino della democrazia, sempre pronto ad accusare tutti gli altri Paesi di interferenze elettorali. Dall’altra quelle dell’oppressore capace di usare senza esitazione metodi anche discutibili per screditare e indebolire le forze politiche che detesta.

I legislatori slovacchi, a questo punto, si troveranno presto a dover affrontare due importanti interrogativi: il primo è quello di determinare l’impatto che i finanziamenti britannici hanno avuto sul risultato elettorale e sui risultati del movimento europeista Progresívne Slovensko. Il secondo è quello di verificare se il denaro ricevuto dal suddetto movimento politico non abbia oltrepassato i limiti imposti dalla legge per la spesa elettorale. Queste risposte per il Primo Ministro Fico consentiranno al Parlamento di adottare contromisure efficaci.

Lasciando campo libero agli inglesi d’interferire impunemente nei processi elettorali di un Paese, si rischia che, in futuro, vengano estesi anche a Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e altri Paesi ancora dell’Europa orientale, mettendo un freno alla tanto decantata libertà dei popoli.

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