Garlasco. Roberto Grittini legale di Flavius Alexa Savu sul famoso memoriale del nipote Cleo Koludra Stefanescu
A Garlasco, al centro delle nuove attenzioni investigative per il caso dell’omicidio di Chiara Poggi (13 agosto 2007), emerge una nuova pista che rompe gli schemi consolidati: un memoriale manoscritto scritto dal nipote Cleo Koludra Stefanescu consegnato agli avvocati, con l’intermediazione del legale Roberto Grittini, getta una luce suggestiva sulla vicenda, radicandola nel complesso intreccio tra lo Santuario della Bozzola e presunti scandali sessuali, estorsioni e riti occulti.
Grittini, che rappresenta Savu già condannato nel 2018 a cinque anni e sei mesi per estorsione nei confronti del rettore del Santuario, Don Gregorio Vitali – racconta di aver ricevuto un quadro «sconcertante e coerente» da parte del suo assistito, versione che «ha scombussolato anche il mio pensiero» sul caso Poggi. Libero Quotidiano+2Agenzia Giornalistica Italia+2 Secondo Grittini, Savu pur non essendo un testimone diretto dell’omicidio afferma di possedere informazioni «fortemente indizianti» che riguarderebbero soggetti al di fuori dell’ipotesi processuale finora prevalente. IlSussidiario.net+1
Il memoriale citato – datato 28 maggio 2025 – è stato redatto da Stefanescu e descrive un presunto giro di pedofilia e prostituzione che coinvolgeva il Santuario della Bozzola. Si parla di pagamenti da 2–3 mila euro per rapporti sessuali, della presenza di minorenni o di persone vulnerabili, di riti satanici e di un via vai notturno “molto forte”. Il Giornale d’Italia+1 In particolare, Stefanescu afferma che il cugino aveva riferito che la giovane Chiara Poggi avrebbe potuto “scoprire qualcosa” di questi fatti, e che per questo motivo sarebbe stata eliminata. Il Tempo+1
Grittini precisa che il suo assistito ha già fatto dichiarazioni e che il memoriale è stato consegnato agli organi inquirenti. Tuttavia aggiunge non risulta che Savu sia stato ancora ascoltato ufficialmente in relazione all’omicidio, sebbene la Procura di Pavia abbia acquisito gli atti relativi all’estorsione del 2014 al Santuario della Bozzola. RaiNews+1
Il filo rosso della vicenda è dunque il Santuario della Bozzola, luogo sacro che si trasforma nell’ipotesi avanzata in un nodo oscuro: la pista sostiene che l’omicidio di Chiara non sia isolato, ma abbia collegamenti con un contesto più ampio, fatto di silenzi, ricatti e potere. Grittini ammette che la ricostruzione va «oltre la sola Bozzola» e coinvolge “nervi” che affondano al di fuori del luogo sacro. Il Dubbio
Naturalmente, queste dichiarazioni restano al momento ipotesi investigative. Nessun capo d’accusa nuovo è emerso pubblicamente contro altri soggetti per il delitto di Chiara Poggi in relazione al memoriale. Le indagini infatti stanno valutando più piste: traffici telefonici, DNA, nuovi testimoni. Gazzetta di Parma+1
Per il legale Grittini c’è una valutazione professionale: Savu è stato sottoposto a un interrogatorio “incrociato”, con l’avvocato che ha provato a farlo contraddire per verificarne la credibilità. “Non ci sono riuscito: la sua narrazione è coerente”, afferma Grittini. Agenzia Giornalistica Italia+1 Tuttavia, lo stesso Grittini dichiara che non rilascerà per ora ulteriori dettagli «per rispetto della Procura».
In sintesi: a Garlasco, l’attenzione ritorna sul Santuario della Bozzola e su un memoriale che solleva inquietanti interrogativi. Un legale Roberto Grittini apre alla possibilità che si sia trattato di “qualcosa” che Chiara Poggi avrebbe saputo e che qualcuno non poteva permettere venisse rivelato. Toccherà agli inquirenti verificare fondatezza, tempi, ruoli e connessioni.(con l’ausilio dell’AI per la codifica delle fonti e per i parametri SEO)
In attesa di ulteriori sviluppi, quella che era una delle vicende criminose italiane più seguite resta tutt’altro che chiusa.











