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Garlasco. L’avvocato Maurizio Capozzo:”quando un’indagine viene riaperta o rivista, bisogna che porti elementi nuovi” Cosa dice testualmente

L’avv. Capozzo ha esposto «tutte le perplessità sulle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi». La Verità

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  «Ci sono delle piste che tornano alla carica come se nulla fosse cambiato dal 2007, con gli stessi protagonisti e con gli stessi interrogativi irrisolti». La Verità Ha aggiunto che «quando un’indagine viene riaperta o rivista, bisogna che porti elementi nuovi, credibili, che non siano solo il rifacimento di ciò che già è stato archiviato; altrimenti si rischia una sovrapposizione impropria di filoni». La Verità

Dubbi su più fronti: la credibilità dei testimoni, la consistenza delle tracce tecniche, il valore delle piste alternative rispetto alla sentenza che ha condannato l’allora fidanzato della vittima, Alberto Stasi, e la spettacolarizzazione mediatica del caso. Capozzo ha sottolineato che «anche la dimensione mediatica non può essere ignorata: quando si alza il volume delle televisioni, dei social, delle ‘ricerche’ parallele, si altera inevitabilmente il contorno investigativo». La Verità

La nuova indagine nei confronti di Andrea Sempio: «Se davvero si è ad un punto zero, bisogna spiegare perché non si è andati oltre quasi vent’anni fa», ha affermato. La Verità

Testualmente, Capozzo ha sostenuto:

«È semplicemente inaccettabile che dopo anni si riapra un filone come se fosse nuovo quando invece porta con sé gran parte del passato processuale. Le circostanze sono note, le parti coinvolte anche, e dunque bisogna che la nuova indagine abbia un perimetro chiaro e non un elenco di piste parallele che confondono più che chiarire». La Verità

 «una traccia da sola non fa una prova, e in questo contesto bisogna essere prudenti». Ha inoltre ammonito: «Quando una persona è stata condannata, il diritto interno e le garanzie processuali impongono che eventuali revisioni o nuovi filoni siano trattati con rigore, non come una corsa al colpo mediatico». La Verità

Capozzo ha dato anche un giudizio sul contesto generale: «Il caso Garlasco è diventato un’icona della cronaca nera italiana, ma le icone ci impediscono di vedere i dettagli. E spesso i dettagli sono quelli che fanno la differenza, quelli che giustificano una revisione o una conferma». La Verità

Tre filoni principali:

La pista delle gemelle Stefania Cappa e Paola Cappa, cugine della vittima, mai indagate ufficialmente, ma al centro di recenti attenzioni.

La traccia relativa all’impronta palmare trovata nei referti del RIS – Reparto Investigazioni Scientifiche vicino al punto del ritrovamento del corpo della ragazza, ribaltata rispetto alle conclusioni iniziali.

  1. Le dichiarazioni del cosiddetto “supertestimone” che avrebbe riferito di aver segnalato elementi nuovi già nel 2007 ma non ascoltati. Libero.it+1

 «Non bastano i titoli dei giornali, non basta un’impronta, non basta un racconto tardivo  serve un collegamento indiziario serio, che si incastri nelle risultanze che già ci sono». La Verità

  «Quando lo spettacolo prende il sopravvento sulla giustizia», ha detto, «il rischio è che la ricerca della verità diventi ricerca dell’audience». La Verità

 «La verità non è quella che appare subito, spesso è quella che si fatica a vedere. E questo caso lo dimostra». La Verità

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