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Martedì 25 novembre alle ore 21 l’Accademia di Medicina di Torino terrà una seduta scientifica sia in presenza, in via Po 18, sia con modalità webinar, dal titolo “Le fratture da fragilità dell’anziano: prevenzione e trattamento”.

Dopo l’introduzione a cura di Alessandro Massé, Professore di Ortopedia e Traumatologia e membro dell’Accademia di Medicina, interverrà Maria Paola Tarello, Dirigente medico Ortopedia e Traumatologia, Città della Salute e della Scienza di Torino, Presidio CTO e Gianluca Isaia, Dirigente Medico Geriatria, Città della Salute e della Scienza di Torino.

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Maria Paola Tarello rileva come le fratture da fragilità dell’anziano si verifichino spontaneamente o a seguito di traumi a bassa energia. Esse comportano spesso gravi conseguenze sulla qualità di vita dei pazienti causando disabilità, aumento di mortalità e rischio di ulteriori fratture. Il trattamento richiede un approccio multidisciplinare al paziente che dopo la frattura deve essere inserito in un appropriato percorso diagnostico terapeutico.Per il loro costante aumento legato all’invecchiamento della popolazione mondiale, le fratture da fragilità rappresentano una delle principali sfide sanitarie nei paesi occidentali.

Secondo Gianluca Isaia, le fratture da fragilità rappresentano una delle principali cause di disabilità, perdita di autonomia e mortalità nella popolazione anziana. Spesso si verificano a seguito di un trauma di minima entità o di una caduta da posizione eretta.

Con l’invecchiamento della popolazione, l’incidenza di queste fratture è in costante aumento. Le sedi più frequenti sono il femore prossimale, la vertebra, il polso e l’omero prossimale. La frattura di femore, in particolare, rappresenta un evento sentinella associato a un’elevata mortalità a un anno e a una significativa perdita funzionale con conseguente incremento del carico assistenziale spesso a totale carico dei familiari.

I principali fattori di rischio includono osteoporosi, cadute ricorrenti, sarcopenia, fragilità clinica, polifarmacoterapia e deficit visivi o cognitivi, ma anche condizioni come inadeguato stato nutrizionale, deficit di vitamina D e stili di vita sedentari contribuiscono ad aumentare il rischio.

Le fratture da fragilità non rappresentano solo un problema ortopedico, ma un evento geriatrico complesso che richiede un approccio multidimensionale, che tenga conto del rischio, della prevenzione delle cadute, dell’ottimizzazione nutrizionale, della riabilitazione precoce e di un trattamento farmacologico dell’osteoporosi che talvolta non viene avviato, soprattutto nel grande anziano.
L’integrazione tra geriatria e ortopedia, riassunto nel modello ortogeriatrico, ha dimostrato di migliorare gli esiti clinici a breve e lungo termine.

Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’aula magna dell’Accademia di Medicina di Torino in via Po 18 sia in diretta web al link riportato sul sito www.accademiadimedicina.unito.it

La registrazione dell’incontro verrà pubblicata sul sito.

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