Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) esprime profonda vicinanza a Eulalia Foddis, cittadina di Sestu con disabilità motoria che affronta ogni giorno difficoltà gravi legate alla mancanza di accessibilità e al mancato rispetto degli spazi riservati.
Le testimonianze della sorella Erika raccontano una quotidianità segnata da ostacoli che ledono la libertà di movimento e la dignità personale. Parcheggi occupati impropriamente, barriere architettoniche e condizioni climatiche avverse rendono la vita di Eulalia una corsa a ostacoli, in violazione del principio di pari opportunità sancito dalla Costituzione italiana (artt. 2 e 3).
Il CNDDU ricorda che la Legge n. 104/1992, la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall’Italia con Legge n. 18/2009) e il D.P.R. 503/1996 impongono alle amministrazioni pubbliche di garantire accessibilità, sicurezza e autonomia alle persone con disabilità.
Alla luce di ciò, il CNDDU rivolge un accorato appello alla Sindaca di Sestu Paola Secci affinché possa intervenire con tempestività e sensibilità, disponendo controlli e azioni correttive che restituiscano a Eulalia il diritto a vivere la città senza ostacoli e discriminazioni.
Garantire accessibilità non è un gesto di cortesia, ma un obbligo giuridico e morale. Ogni barriera rimossa rappresenta un passo avanti verso una società più giusta e inclusiva.
Il Coordinamento invita l’amministrazione comunale e la cittadinanza a trasformare l’empatia in responsabilità condivisa, affinché nessuno sia costretto a chiedere ciò che la legge già riconosce come diritto.
La scuola, luogo di formazione e coscienza civile, ha il compito di educare le nuove generazioni al rispetto delle differenze e alla tutela dei più fragili, affinché il senso civico diventi parte integrante del vivere comune.
Il CNDDU sottolinea che il rispetto della dignità delle persone con disabilità non è solo una questione normativa, ma un indicatore del livello di civiltà di una comunità. Dove le regole vengono osservate con convinzione, la convivenza diventa possibile e la fiducia nelle istituzioni si rafforza.
L’auspicio è che la vicenda di Eulalia possa tradursi in un momento di riflessione collettiva e in un esempio positivo di collaborazione tra cittadini e istituzioni.
Nessuna società può dirsi giusta se una sola persona resta indietro. La libertà di Eulalia è la libertà di tutti noi.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU











