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Garlasco. Aveva ragione Lovati che ha sempre dichiarato che ad uccidere Chiara fosse una organizzazione criminale e che le cose dette da Stasi fossero fesserie imposte dal vero killer

Tra sogni, incubi e fantasie raccontate dall’avvocato Lovati quando era ancora nel pieno del suo mandato nella difesa di Andrea Sempio, gli uditori, i giornalisi e tutti quelli interessati alla vicenda, non hanno mai saputo cosa pensare.

Certamente, oggi, quelle fantasticherie sembrano assai plausibili dato l’intreccio che la vicenda sta vivendo ultimamente.

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L’avvocato Lovati ha sempre sostenuto l’innocenza di Stasi e l’estraneita’ del suo protetto Sempio. Per quanto riguarda Stasi egli avrebbe fatto dichiarazioni incredibili e  palesemente fuorvianti, “fesserie imposte dal vero killer”,  a causa delle presunte minacce di morte subite da questa organizzazione criminale non meglio identificata. Secondo Lovati, Stasi sta scontando una pena ingiusta per il semplice ma grave motivo di essere terrorizzato.

Diciamo subito che queste convinzioni di Lovati non hanno trovato mai alcun riscontro e neanche oggi ad onor del vero ma, dati gli sviluppi del caso e delle indagini tuttora in corso, sembrano apparire piu’ verosimili.

La narrazuione criptica di Lovati non ha trovato riscontri ma ha inoculato in anteprima aspetti nuovi benche’ a prima vista bizzarri. La presenza dell’avvocato Lovati nelle trasmissioni televisive hanno provocato sempre oltre che lo stupore anche incredulita’ senza pero’ escludere l’affermazione di chi ascoltava: :”e se Lovati avesse ragione?”

Stasi allora avrebbe ripetuto, nelle sue dichiarazioni, quanto gli era stato imposto dal vero killer sperando in una consapevolezza assurda che qualcuno ci potesse credere. In ogni caso le chichiarazioni di Lovati, oltre che lo sconcerto e la meraviglia hanno sortito una certa attenzione per ipotesi all’epoca lontane da ogni previsione.

Con il complicarsi giorno per giorno delle indagini complesse, degli intrecci allargati a personaggi divenuti attori di un palcoscenico piu’ ampio, aumentano la loro suggestione nella opinione pubblica.

In ogni caso, qualsiasi fosse la considerazione che si pio’ avere nelle dichiarazioni sconcertanti di Lovati, bisogna ammettere la presenza nella zona di Garlasco e della Lomellina di piccole formazioni criminali conosciute peraltro alle forza dell’ordine. A uqeste suggestioni occorre ricordare la complessita’ delle indagini costellate da errori anche grossolani degli inquirenti.

Ricordiamo anche che Lovati sosteneva che sia Alberto Stasi sia Chiara Poggi vivevano spesso testualmente “relazioni grigie”senza che pero’ mai nessuna relazione sia stata mai provata.

Se ancora oggi, a distanza di anni, molti tendono a credere a questa narrazioni e’ perche’ obiettivamente questo omicidio lascia ampio spazio a congetture di carattere complottistico. Da queste indecisioni e difficolta’ investigative hanno generato, nell’immaginario collettivo, un senso di incompiutezza. In questo vuoto, ipotesi alternative  pur non provate  hanno trovato terreno fertile.

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