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Garlasco. Enrico Manieri parla di una nuova scoperta diversa dalla trama già nota

Tutto nasce da considerazioni di carattere oggettivo. Manieri riscontra che il materiale oggeto delle indagini, impronte, tracce di sangue ecc…non collimerebbe con quanto sinora la narrazione del caso ha fatto.

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Esperto di balistica e analista del blood-pattern, Enrico Manieri,  sostiene ci sia «qualcosa di diverso» rispetto alle ipotesi classiche finora emerse.

Egli sostiene la presenza di un altro individuo sulla scena del crimine riscontrabile dalle ultimissime fotografie sulle tracce nella scenografia dell’omicidio. La sola impronta Frau misura numero 42, oggi, non sarebbe la sola ma sarebbe presente con sicurezza un’altra impronta di suola con “risalti rettangolari” completamente diversa quindi da quella a pallini  attribuita a Stasi. Questa suola si troverebbe su alcune impronte sporche di sangue presente anche sotto quella denominata “impronta 33” che non fu mai analizzata e neanche repertata dai Ris nel 2007, impronta addirittura presente anche sul muro sottostante alla impronta 33.

La conclusione cui giunge Enrico Manieri e’: due impronte di suola diverse, due persona presenti. Questa suola appare, abbiamo detto, anche sul muro e la spiegazione starebbe nel fatto che chi ha trasportato il corpo di Chiara dalla scala verso il piano inferiore avrebbe potuto perdere l’equilibrio causando anche la caduta del corpo di Chiara e appoggiandosi al muro con la suola delle scarpe lasciando così la traccia con i risalti rettangolari.

Ora queste impronte di cui sopra appartenevano ad un paio di scarpe marroni misura 43 rinvenute, alcuni giorni dopo l’omicidio, in un canale tra Villanova d’Ardenghi e Zinasco e compatibili con quelle rinvenute, insieme ad abiti insanguinati. Questa impronta della scarpa marrone fu scartata nonostante che il test al Luminol avesse confermato presenza di sangue, ma il successivo test Combur risultò negativo in quanto lo stazionare nell’acqua avrebbe reso le tracce ematiche diluite in maniera tale da generare un falso negativo Combur.

Manieri sostiene anche che le macchie di sangue sul telefono di casa Poggi sono dovute alle proiezioni del sangue in diverse direzioni, non ad una traiettoria lineare, a causa del colpo contundente sporco di sangue. Anche la ferita sulla coscia sinistra della vittima sarebbe compatibile ed avvalorerebbe la presenza di due persone in quanto fu causata da una suola che non era quella della scarpa Frau.

Se queste tesi fossero condivise con la difesa Stasi, allora siaprirebbero nuove strade, nuove indagini e perizie

Ma la posizione di Enrico Manieri, ripetiamo esperto di balistica e analista del blood-pattern, non e’ esente da criticita’:

Affidabilita’ dei test

La questione dei falsi negativi al Combur test

Ricostruzione della dinamica

La perdita dell’equilibrio da parte di chi trasportava il corpo tale da poter lasciare una impronta sul muro va compresa alla luce di tutti gli altri dati forensi e non solo ed unicamente sulle impronte.

Repertazione delle tracce

La validita’ della tesi di Maniero si fonda su fotografie di impronte che non furono catalogate e analizzate nel 2007 e questo mina in parte l’assunto delle sue argomentazioni.

Ad ogni buon conto, le conclusioni di Maniero e cioe’ “la suola mai analizzata, due persone sulla scena del crimine e l’arma del delitto mai rimossa, un portavaso in ferro battuto presente nella villetta dei Poggi, se avallate da indagini ufficiali, potrebbero disegnare una narrazione che sino ad ora non era stata presa in considerazione.

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