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OLIMPIADI MILANO-CORTINA 2026, MORELLI: “UNA SFIDA COMPLESSA, MA L’ITALIA HA DIMOSTRATO DI SAPER FARE CIÒ CHE MOLTI RITENEVANO IMPOSSIBILE”
Il Sottosegretario ripercorre la costruzione della pista da bob a Cortina, rivendica l’impegno delle imprese italiane e chiede una governance stabile per i grandi eventi. Alla XXVII Edizione di Italia Direzione Nord, Alessandro Morelli, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, ha ricostruito passo dopo passo il percorso che sta accompagnando l’Italia verso le Olimpiadi invernali del 2026. Un intervento intenso, scandito da racconti diretti, ricordi personali e una riflessione più ampia sul ruolo dei grandi eventi per il Paese.
Morelli ha dedicato ampia parte del suo intervento alla pista da bob di Cortina, definita “una delle opere più difficili e discusse degli ultimi anni”. Ha ricordato che il progetto nacque in un contesto ostile: “Il territorio non la voleva, le associazioni non la volevano. Si diceva che non ci sarebbero stati i tempi, che mancavano i fondi, che non esisteva la ditta adeguata. E subito sono nate le ipotesi alternative: andiamo in Austria, in Svizzera, perfino negli Stati Uniti”. Da qui la sua linea di condotta, ribadita più volte: “I piani B vanno bene, ma la pista di bob si fa a Cortina. E così è stato”.
L’investimento da 118 milioni di euro, spesso oggetto di polemiche, è stato interpretato dal Sottosegretario come una scelta strategica e non un semplice costo: “Quei 118 milioni servono a mantenere le Olimpiadi in Italia e a far sì che due miliardi di televisori si accendano su Cortina, Livigno, Bormio e tutte le nostre località. È una visibilità che non avremmo avuto costruendo altrove”. Ha poi sottolineato l’impegno delle maestranze: “La pista l’hanno fatta i ghiacciatori, l’hanno fatta centinaia di operai che ancora oggi stanno lavorando. Loro più di tutti meritano il riconoscimento”.
Morelli ha spiegato anche la portata sportiva dell’opera: “Molti dicevano che l’avremmo fatta per 80 atleti italiani. In realtà l’abbiamo fatta per tutte le nazionali del mondo. È una pista che, grazie alla tecnologia che permette di ghiacciarla anche fuori stagione, potrà ospitare squadre che fino a oggi erano costrette a continui spostamenti tra emisferi opposti”.
Il Sottosegretario ha poi esteso il ragionamento al tema più generale del rapporto tra grandi eventi e infrastrutture, definendolo un punto cruciale dell’esperienza italiana. “I grandi eventi sono fondamentali perché obbligano a rispettare le scadenze. Senza una data fissa, molte opere non partirebbero nemmeno. È un limite del nostro sistema, ed è per questo che sto cercando di lavorare su un tema che considero decisivo: non ricostruire ogni volta da zero i team che dialogano con i grandi organismi internazionali. Serve un gruppo nazionale stabile, che rappresenti l’Italia con continuità presso il Comitato Olimpico, le istituzioni culturali mondiali, le organizzazioni sportive”.
Morelli ha ricordato il ruolo dei Giochi diffusi nel rendere possibile un investimento capillare: “Parliamo di tre miliardi di euro distribuiti dalle Alpi lombarde alle Dolomiti. Sono investimenti che migliorano l’accessibilità, ammodernano aree strategiche e rendono competitivo un territorio che, senza un evento come le Olimpiadi, non avrebbe avuto questa opportunità”.
Guardando al futuro, ha insistito su un punto: il dopo 2026. “Ora tocca alle amministrazioni locali e alle regioni fare in modo che ciò che stiamo costruendo lasci una traccia. Cortina è una perla, ma con i prezzi che ha e la concorrenza internazionale deve offrire di più. Le Olimpiadi danno lo slancio, ma la capacità di trasformarlo in sviluppo spetta al territorio”.
Richiamando la sua esperienza nell’Expo 2015, Morelli ha detto di sentire fortemente la responsabilità di questa fase: “Ho lavorato per portare le Olimpiadi politicamente e ho avuto la fortuna di poter lavorare poi sulle infrastrutture. È un lavoro collettivo, non di una persona sola, ma è un lavoro in cui ci ho messo la faccia. E sono convinto che l’Italia, anche questa volta, dimostrerà di essere più forte dei pronostici negativi”.










