Garlasco. Dario Radaelli perito forense alla trasmissione Ore 14 Sera, cosa ha dichiarato
Dario Radaelli, consulente della famiglia Poggi, dissente dalla narrazione della nuova perizia BPA dei periti del RIS di Cagliari a proposito delle tracce di sangue e impronte dattiloscopiche. Secondo il suo orientamento non sarebbero attendibili
A tal proposito egli afferma:
«È un’indagine sicuramente fatta da specialisti del settore, con tecniche all’avanguardia, ma che necessariamente deve posizionare sulla scena del crimine delle tracce che sono state documentate all’epoca con delle modalità di documentazione che sono incongrue rispetto all’attuale specificità delle strumentazioni utilizzate.» Corriere di Maremma
Non e’ un atto di fede ma una critica fondata su alcuni assunti imprescindibili. La BPA non e’ in grado di poter delineare una sintesi chiara della ricostruzione della scena del crimine in quanto priva della disponibilita’ di reperti perfettamente documentati e su basi fotografiche oggi obsolete decisamente lontane dal poter essere disupporto in indagini tanto complesse.
«non abbiamo trovato nulla che fosse in controtendenza rispetto a quanto sancito dalla sentenza di Corte d’Assise d’Appello e confermato dalla Cassazione». –afferma Radaelli–
Soprattutto per quanto riguarda l’impronta 33 il perito ritiene che non sia da considerare alla stregua di una impronta ma semplicemente si tratta di una traccia in quanto confusa senza la chiarezza necessaria per una analisi corretta ed utile. A questo aggiunge che i reperti sono stati tenuti, in tutti questi anni in condizioni inadeguate allaloro conservazione “a temperatura ambiente”, senza “catena del freddo” né condizioni di conservazione tali da evitare degradazioni o contaminazioni.
Non resta, secondo Radaelli, che prendere atto che l’impronta 33 non puo’ essere, per questi motivi, non attribuibile a nessuno.
Continua
«Essendo un atto secretato non abbiamo potuto consultarlo, si tratta di un atto della Repubblica e decide di tenerlo per sé fino al momento in cui non ci sarà la chiusura indagini. Solo in quel momento vedremo gli atti.»
Si tratta della secretazione della relazione completa dei RIS di cagliari, ben 300 pagine che di fatto celano le conclusioni a cui arriva rendendo praticamente impossibile azzardare conclusioni plausibili che non siano semplici illazioni.
Pertanto quata indagine, allo stato dei fatti, non puo’ in alcun modo essere un riferimento attendibile di verita’ non essendoci ancora una nuova prova che sia soprattutto oggettiva che possa sovvertire la sentenza che ha condannato Stasi. La BPA oggi e’ utilema solo per rimettere in discussione la narrazione descrittiva di quanto avvenuto nella villetta teatro dell’omicidio di Chiara.
“non c’è nulla che faccia cambiare un’opinione rispetto alla realtà processuale”











