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Castel Volturno: proposta un’iniziativa di educazione sessuo-affettiva nelle scuole dell’infanzia

 

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A Castel Volturno prende forma una proposta educativa innovativa orientata alla promozione della parità, del rispetto e del benessere dei più piccoli. Leda Tonziello, delegata alla Conferenza Nazionale delle Donne Democratiche, ha infatti presentato al Comune un progetto di educazione sessuo-affettiva rivolto alle scuole dell’infanzia, ispirandosi a esperienze consolidate a livello nazionale ed europeo.

 

Tonziello ricorda come in diverse realtà italiane, tra cui Emilia-Romagna e Toscana, siano già attivi percorsi scolastici dedicati alle emozioni, al rispetto dei confini personali e alla costruzione di relazioni non violente. Analoghe iniziative, sperimentate nei Paesi scandinavi, hanno evidenziato che un’educazione affettiva inclusiva fin dalla prima infanzia contribuisce al benessere sociale e allo sviluppo armonico delle bambine e dei bambini.

 

Con uno sguardo attento alla prevenzione della violenza di genere, Tonziello chiarisce il senso dell’intervento:

 

<<Educazione sessuo-affettiva non significa ‘insegnare il sesso’ ai bambini, ma accompagnarli nel riconoscimento delle emozioni, nella consapevolezza del proprio corpo e nella comprensione delle relazioni rispettose. In un contesto come quello di Castel Volturno, dove si registrano segnali di disagio legati a stereotipi sessisti e dinamiche relazionali distorte, è fondamentale che le istituzioni agiscano in chiave preventiva.>>

 

La proposta prevede l’attivazione, nelle scuole dell’infanzia comunali, di un percorso strutturato di ‘’educazione sessuo-affettiva e del rispetto” rivolto ai bambini dai 3 ai 6 anni. Le attività, progettate con un approccio ludico-educativo, includono:

 

* riconoscimento e gestione delle emozioni;

 

* consapevolezza corporea e rispetto dei propri confini;

 

* valorizzazione delle diversità;

 

* prime nozioni di consenso e relazione;

 

* sviluppo dell’empatia e del rispetto reciproco.

 

Si tratta di un percorso pensato per costruire fin dall’infanzia le basi della parità, del rispetto e dell’autonomia emotiva, non di un’istruzione sessuale in senso adulto. Il metodo didattico prevede laboratori, giochi, letture animate, canzoncine, attività di gruppo e momenti di riflessione guidata, condotti da educatori e operatrici e operatori specializzati. Centrali anche il coinvolgimento delle famiglie, tramite incontri informativi, e la collaborazione con psicologi, associazioni del territorio impegnate nei diritti e nelle pari opportunità, oltre che con i servizi sociali comunali.

 

L’obiettivo generale è quello di promuovere una cultura del rispetto, del consenso e dell’inclusione, prevenendo alla radice stereotipi, discriminazioni e forme di violenza. In questo quadro, Tonziello evidenzia come esperienze analoghe – tra cui la recente sperimentazione avviata dal Comune di Genova – dimostrino che progetti di questo tipo possono essere realizzati anche con risorse contenute, grazie alla sinergia tra istituzioni, associazioni e centri antiviolenza.

 

Tonziello annuncia inoltre che la stessa proposta sarà presentata progressivamente a tutti i Comuni della Regione Campania, con l’obiettivo di costruire una rete territoriale di scuole impegnate nella promozione dell’educazione affettiva e del rispetto, in un’ottica di prevenzione strutturale della violenza di genere e di sostegno alle famiglie.

 

L’iniziativa rappresenta così un passo significativo verso una comunità più consapevole e attenta ai diritti delle bambine e dei bambini, sostenendo una visione educativa capace di promuovere uguaglianza, autodeterminazione e relazioni sane fin dai primi anni di vita.

 

 

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