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Diaconato. La Chiesa continua a discriminare le donne
“La Commissione vaticana dice “no” alle donne diacono”, così su Avvenire che aggiunge tra parentesi “almeno per ora”. Ma sì, lasciamo alle donne cattoliche una piccola speranza che la Chiesa smetta un giorno di considerarle non all’altezza degli uomini, vale a dire di discriminarle.
Gli uomini della Chiesa non vogliono che le donne accedano al diaconato, perché hanno il fortissimo timore che il diaconato costituisca un passo verso il sacerdozio femminile. E’ la donna sacerdote che fa paura agli uomini della Chiesa. La Chiesa cattolica nega il sacerdozio alle donne. E su cosa basa la sua irremovibile posizione? Su questo futile pretesto: “Gesù Cristo non ha chiamato alcuna donna a far parte dei dodici” (Inter Insigniores).  Le ragioni, però, che “obbligarono” Gesù a non inviare delle donne “come pecore in mezzo ai lupi” (Mt 10,16), oggi non esistono più. Oggi non c’è nessuna ragione seria per escludere le donne dal sacerdozio. Gli uomini della Chiesa lo sanno benissimo, ma non vogliono dividere con le donne il loro potere.
Ad ogni modo, donne cattoliche, consolatevi, giacché il “no” è “almeno per ora”. Pensate ai tempi bui quando l’ebreo di Tarso scriveva: “Le donne nelle assemblee tacciano, perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea” (1 Corinzi 14:34-35). In duemila anni avete fatto bei progressi.
Renato Pierri

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