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Garlasco. Colaprico contro De Rensis e la verità che questo non vuole sentire

La storia di garlasco ha visto l’ennesimo scontro tra persone invitate ai tolk. Questa volta il ring sul quale si e’ avuto il confronto tra lo scrittore giornalista Piero Colaprico e l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, e’ stata la trasmissione Ore 14 del 4 dicembre u.s.

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Colaprico come una macchina sciacciasassi ha enumerato una serie di elementi inammissibili sui quali si basa la difesa di Alberto Stasi. Questa, secondo lo scrittore giornalista si fonderebbe su fatti oramai non piu’ presentabili in quanto gia’ stati dichiarati   esclusi dalla giustizia come per esempio i capelli ed il portasapone. La difesa pretenderebbe, secondo Colaprico, di addurre a discarico prove o presunte tali non efficaci perche’ fuori dal processo e, conseguentemente inutili ai fini della revisione del processo a Stasi.

“cosa c’entra la revisione?… A me non piace nulla, a me piace la giustizia!”

perdendo un po’ del suo aplomb cosi’ ha chiosato De Rensis, aggiungendo che in ogni caso che la nuova inchiesta “ha un impianto scientifico come base di partenza” sicuramente idoneo a poter riscrivere una verita’ diversa.

I due in disaccordo su tutta la linea sopratturro in un passaggio riguardante i rapporti tra Alberto Stasi ed Andrea Sempio il giornalista con altrettanta decisione ha tenuto a chiarire non senza un minimo di nervosismo:

“non possiamo sostituire una persona con un’altra perché piace a lei o piace a me”.

annullando in un colpo solo tutto l’impianto difensivo di Stasi come se sottilizzando sui singolo casi, le singole ipotesi di prove e tracce non fosse altro che un sistema di distrazione con l’unico scopo di cambiare, nella logica del processo, Stasi con Sempio come se fosse l’unica vera attivita’.

 Ad un certo punto lo scontro e’ stato a viso aperto “oggi ho sentito così tante cose deprimenti” ha detto De Rensis incalzato da Colaprico. Secondo Colaprico, il DNA sulla cannuccia dell’Estathe’ o sulle scarpe attribuita a Stasi, ha sostenuto De Rensis, sarebbero tutte fandonie con accus ed offese poco eleganti mosse “contro professionisti di valore eccelso”.

De Rensis infastidito dall’insistenza di tesi contro il suo assistito posizioni molto simili alla sua collega Petracalvina: “Se vuole, quando c’è la Petracalvina, mettete un cartonato… è inutile venire qui quando c’è lei, perché non mi fa parlare”.

Pertanto, da un lato ci sarebbe la sentenza di colpevolezza della Cassazione ai danni di Stasi sino a prova contraria incontrovertibile tesi di chi sostiene la colpevolezza di Alberto e dall’altra la nuova inchiesta che promette solo di riaprire la faccenda e rinominare il vero colpevole dell’omicidio di Chiara Poggi.

Insomma, con la posizione di Colaprico si potra’ non essere d’accordo pero’ bisogna anche ammettere che rinnega e non crede a nessuna delle indagini tuttora in essere. All’opposto la tesi di De Rensis e’ fondata saldamente nell’essere fiduciosi nella nuova sequela di indagini che non sono niente affatto inutili ma serviranno a tirare fuori dal carcere un innocente.

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