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Garlasco. “Svelate le e-mail di Chiara Poggi”

Nel 2014 le sei cartelle che Chiara invio’ un mese prima dell’omicidio ad una sua collega furono recuoerate da un tecnico indformatico in quanto cancellate precedentemente.

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Amica: «I tuoi intrallazzi come vanno?»

Chiara: «ultimamente non ci vado troppo d’accordo»… «il mio Piccione» (Stasi?)

Tutto questo, ai tempi dell’omicidio non fu preso in considerazione. Oggi, queste mail inequivocabilmente suggeriscono ipotesi nuove, qualcosa che e’ sfuggito alle maglie delle indagini inerenti alla vita di Chiara e dei suoi rapporti con persone che non fossero Alberto Stasi.

Chiara era in possesso di due cellulari. Il secondo di questi potrebbe essere stato usato da un’altra persona cosa che, all’unisono con le mail farebbero pensare a conoscenze non scoprate all’epoca.

Per tutelare la reputazione di Chiara la famiglia denuncera’ chiunque azzardi illazioni e tenti di infangare la memoria della figlia. Inoltre bisogna precisare che il contenuto di queste mail deve essere approfondito data la estrema delicatezza dei contenuti che potrebbero non avere nulla a che fare con il delitto.

Certo che, alla luce della perizia di Denise Albani che ha sancito la compatibilita’ con Sempio del DNA ritrovato sotto le unghie di Sempio, con la scoperta di file conturbanti connessi al contesto del Santuario delle Bozzole e le risultanze concomitanti di altre risultanze aggiungono, qualora ce ne fosse stato bisogno, ulteriori complicazioni al caso.

Sia che si tratti di una relazione segreta, sia che si tratti di compagnie misteriose, sia che si tratti di personaggi esterni, il tassello delle mail scoperte apre a diversi scenari che, in ogni caso oggi sono privi di riscontri probatori. Cosa dire poi che si ventila ancora allo stato di ipotesi,la presenza di piu’ persone sul luogo del delitto?

La scoperta di queste mail, lontane da rappresentare prova men che meno definitiva non servono ad individuare chi fosse il soggetto di cui Chiara si lamenta con l’amica «potrebbe essere un collega, un amico, ma nulla dimostra che abbia avuto un ruolo nella sua morte». TGLA7+2Agenzia Dire+2

La scoperta delle mail di Chiara sinora sconosciute, e’ un aspetto assai delicato legato a doppia mandata alla reputazione della vittima e conoscerne il contenuto prima ancora che il processo acquisisca prove certe, impone, per etica, rispetto e privacy il massimo riserbo almeno e soprattutto in questa fase. Per avere un responso decisivo scaturente da queste mail occorrera’ quindi che la giustizia disponga e dia risposte definitive, non prima.

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