Minacce terroristiche del Ministero dell’Intelligence del regime degli ayatollah contro i sostenitori dei Mojahedin del Popolo e della Resistenza iraniana in Italia
Il vertice Iran Libero, a luglio 2025 a Roma e l’accoglienza del Presidente eletto della Resistenza iraniana Maryam Rajavi nei due rami del Parlamento italiano, la grande manifestazione degli iraniani a Bruxelles a settembre, il congresso dei giovani e la riuscita convention degli iraniani in America a novembre, insieme all’espansione impressionante delle attività delle Unità della Resistenza in Iran, hanno provocato un forte panico nel regime agonizzante dei mullà.
Per questo il nefasto regime della velayat-ye faqih, parallelamente alle esecuzioni sfrenate (335 esecuzioni nel mese di novembre) e al terrorismo dentro e fuori dall’Iran, ha intensificato minacce e pressioni sugli iraniani rifugiati e richiedenti asilo all’estero.
In questo contesto, gli inquisitori e torturatori del ministero dell’Intelligence del regime iraniano, recandosi presso alcune famiglie di rifugiati iraniani in Italia, le minacciano dicendo che se i loro parenti in Italia non smetteranno di sostenere i Mojahedin del popolo, il prezzo lo pagheranno loro stessi in Iran. Inoltre, questi criminali, inviando messaggi minacciosi ai sostenitori, cercano di dissuaderli dalle attività a favore della Resistenza Iraniana.
Tra le persone che dei giorni scorsi hanno ricevuto i minacciosi messaggi si possono citare il dottor Nariman Ardalani, il dottor Yousef Lassani, il dottor Hossein Vasiq e l’ingegnere Keramat Jahandar Pour. I messaggi sono stati inviati da telefoni con numeri 00989194703346 e 00989917245285 e altri numeri dall’Iran.
Esempi di messaggi:
- “Salve dottor Nariman, volevo visitarti. Prima di tutto, fino a dove vuoi arrivare? Ancora non vuoi darci una mano alla maniera di Ali? Io ti aiuto a stare tranquillo e ti garantisco che tu e la tua famiglia viviate senza stress e possiate persino andare e venire dall’Iran. Garanzia al 100%, basta che ti fidi. Io sono con te fino in fondo. Inoltre non dare la tua macchina a tua figlia, la distrugge; guidala tu stesso, così se succede qualcosa ci sei dentro tu, che hai già vissuto la tua vita, non è un peccato per tua figlia… boom, boom, boom? Nariman, pensaci bene, non è ancora troppo tardi, ma il tempo passa in fretta. Noi siamo pazienti, il nostro motto è il miglior tempo e il miglior luogo. Noi teniamo sotto controllo tutti i tuoi movimenti e quelli degli altri… il mulino macina a turno”.
- “Salve signor Yousef bello, io sono un tuo amico e appartengo a un organo in Iran che tu conosci bene. Noi siamo molto consapevoli delle tue attività per i Monafeqin ( Mojahedin ) e sei sotto la nostra osservazione momento per momento. Questo messaggio è per invitarti a collaborare con noi. Metti da parte i sentimenti e accetta a occhi chiusi le nostre proposte. Se la tua risposta sarà negativa, per te e la tua famiglia accadranno eventi lungo il percorso del lavoro e altro… quindi pensaci bene e rispondi. Aspetto la tua risposta, so che deciderai saggiamente.»
- “Salve caro dottore, io sono un tuo amico e appartengo a un organo in Iran che certamente conosci bene. Il sottoscritto è al corrente di le tue attività per i Monafeqin e sei sotto la nostra osservazione momento per momento. Questo messaggio è per invitarti a collaborare con noi. Vorrei che ragionassi razionalmente. Non sta bene i dottori seguano questi vecchietti senza speranza! Pensa a te e a tuo figlio, e a ciò che accade non dovrebbe! Ma se dovessimo sarebbe molto grave per te. Non vorrei che succedesse qualche cosa al tuo studio a Torino. Allora, dacci una mano, rimane tra noi! Se la tua risposta sarà negativa, per te accadrà qualche cosa. Quindi decidi bene e pensaci anche alla tua famiglia. Aspetto la tua risposta”.
- “Salve signor Keramat bello, ascolta fino alla fine le mie parole. Io appartengo a un organo che forse non ti piace molto e questo messaggio è solo per invitarti a collaborare con noi. Rifletti bene: se stringi la mia mano ti garantisco che non ti accadrà alcun problema e potrai avere una vita senza complicazioni, potrai anche venire in Iran. Non sei davvero stanco di stare nell’organizzazione? I Monafeqin cosa ti hanno dato se non rovinarti la vita? Sappi che al momento e nel luogo opportuno ti accadrà qualcosa. Quindi decidi saggiamente, non con emozione. Rimane tra noi.»
La rappresentanza del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana in Italia in merito alle ignobili manovre dell’intelligence dei mullà sottolinea:
- Gli agenti del ministero dell’Intelligence con questi grossolani e sciocchi bluff fingono, falsamente, di essere informati sui dettagli della vita e dei movimenti dei rifugiati e specializzati italiani. Nella loro immaginazione pensano di creare un’atmosfera di paura e terrore. Queste sciocchezze sono l’altra faccia delle fanfaronate ridicole di un infimo mullà in un tribunale farsa di Teheran che diceva: “Chiunque partecipi alle manifestazioni dei Mojahedin del Popolo all’estero è soggetto a baghy (ribelle) e deve essere estradato in Iran”. Questo Sono i latrati soffocati di un regime che non riesce a nascondere la propria rabbia e disperazione di fronte all’accoglienza crescente del popolo iraniano verso i Mojahedin del popolo e la Resistenza iraniana;
- Di fronte a tali azioni del ministero dell’Intelligence, due urgenti misure sono molto necessarie:
- primo, rendere pubblica le pretese menzognere del nemico;
- secondo, denunciare immediatamente alla polizia e alle autorità giudiziarie e di sicurezza locali.
La rappresentanza del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana in Italia chiede a tutti gli iraniani di essere vigili contro queste cospirazioni e di denunciare immediatamente alla polizia e alle autorità competenti di qualsiasi minaccia e di denunciarla.
- Bisogna dire a Khamenei decrepito e criminale, il cui regime è avvolto dal terrore della caduta, che i membri e i sostenitori della Resistenza Iraniana, dentro e fuori dall’Iran, i giovani e le Unità di resistenza hanno deciso fermamente di non fermarsi un momento fino al rovesciamento del regime disumano dei mullà e di insistere sul loro patto con il popolo iraniano fino alla libertà del popolo, pagando qualunque prezzo.
- La rappresentanza del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana in Italia invita le autorità e gli organi competenti, inclusi polizia e magistratura italiana, ad agire immediatamente per proteggere i rifugiati iraniani in Italia e condannare il regime dei mullà.
- Le ambasciate, i consolati e le rappresentanze ufficiali e non del regime in Italia, in quanto centri di terrorismo e spionaggio, devono essere chiusi e gli agenti e mercenari del ministero dell’Intelligence e della Forza terroristica Qods devono essere identificati, arrestati, processati ed espulsi.
Rappresentanza del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana – Italia











