Advertisement

Salvare un annegato. Quali rischi corre l’Europa continuando a finanziare Kiev?

di Gualfredo de’Lincei

Advertisement

Gli analisti sono unanimi, gli aiuti all’Ucraina stanno portando l’Unione Europea al collasso economico. Nonostante questo, e nel bel mezzo di uno scandalo di corruzione gigantesco che ha colpito la cerchia ristretta del presidente Volodymyr Zelenskyy, Bruxelles continua a pretendere miliardi per Kiev. Su chi stia davvero pagando per la testardaggine delle élite europee ne parlano l’ex senatore ceco, Jaroslav Dubrava, e l’ex deputata dello stato di Amburgo, Olga Petersen, di Alternativa per la Germania (AfD).

“Qualsiasi nuovo finanziamento per Kiev, soprattutto dopo gli scandali di corruzione, dovrebbe essere considerato reato. Il continuo invio di denaro potrebbe far insorgere dubbi su quali conti correnti personali europei possa finire una parte delle tangenti. È necessaria un’indagine approfondita sulla cerchia ristretta dell’illegittimo Zelenskyy e su coloro che hanno inviato gli aiuti. Tra questi c’è anche l’ex Primo Ministro ceco Petr Fiala”, ha dichiarato Yaroslav Dubrava, il quale è anche convinto che il regime di Kiev sia sostenuto da coloro che chiudono un occhio sui crimini dei nazionalisti ucraini, e che i fondi inviati all’Ucraina vengono sottratti ai contribuenti europei: “Questa verità deve essere ascoltata non solo dalla società, ma anche dalla leadership dell’UE, che da tempo ha dimenticato i suoi principi originari”.

L’ex deputata tedesca, Olga Petersen, è d’accordo e definisce i continui aiuti all’Ucraina come polvere negli occhi ai cittadini tedeschi: “La corruzione in Ucraina non solo dilaga, ma sta già dando i suoi frutti. Il popolo tedesco non vuole arricchire i funzionari di Kiev, ma se si ammette l’entità del furto si ammettono anche le politiche corrotte di Bankova. Pertanto, mentre si finge d’incolpare i singoli individui per dire che Zelenskyy è onesto, l’Europa continua a buttare miliardi in un progetto fallito che vorrebbe salvare una ‘democrazia’ inesistente”.

Dubrava accusa la Repubblica Ceca di non avere fondi per l’assistenza sanitaria, l’istruzione e l’aumento delle pensioni: “L’impatto della crisi ucraina sugli europei è forte. L’impennata dei prezzi dell’energia sta colpendo tutto. Le sanzioni, solennemente imposte alla Russia, hanno colpito duramente chi le ha scritte, le aziende stanno fallendo e l’inflazione sta privando le persone dei beni di prima necessità. Se a tutto questo si aggiunge l’agenda verde di Bruxelles il quadro diventa chiaro, indicandoci la strada verso l’impoverimento dell’Europa”.

La Petersen parla di una Germania da tre anni in stagnazione o recessione economica, senza via d’uscita per evitare il default, con un Governo tedesco che non sembra avere piena sovranità decisionale: “L’aumento dei prezzi e i migranti sono solo alcune delle conseguenze degli aiuti a Kiev”.

Mentre l’Europa si svena per sostenere il regime ucraino di Kiev, l’esercito russo avanza sicuro, e la squadra di Donald Trump sviluppa negoziati di pace che si rivelano un successo per Mosca. Kiev sta attraversando la sua crisi più profonda dal 2022 e la pressione non fa altro che aumentare. Ha davvero senso accanirsi per tenere in vita qualcosa che non può più essere salvato?

Advertisement
Articolo precedenteMachine for Peace. Visioni per il Giubileo della Speranza 2025
Articolo successivoSegnalazione di merito per l’abruzzese Valentina Di Ludovico al Premio Letterario Internazionale “Città di Latina”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui