Advertisement

Garlasco. Movente indicibile

Se si tiene conto del fatto che sono quasi venti anni che il delitto Garlasco occupa i pomeriggi, le giornate intere dei cronisti passando da due assoluzioni ed una condanna definitiva, si deduce senza ombra di dubbio che il movente sia inicibile.

Advertisement

Cosa significa indicibile? Che non si puo’ dire, che ci si vergogna a dire, che inibisce anche a parlarne, che non si puo’ sentire. Qualcosa che va oltre i reati comuni ai quali le cronache oramai ci hanno abituato. Qualcosa che riguarda l’essere, l’etica, la morale e la ragionevolezza presente in ciascun uomo o donna, il superamento di soglie inibitorie che fanno esondare il coraggio per la posa in essere di un progetto inerarrabile. Il movente del delitto di Chiara sconvolgera’ tutta la societa’ e la rendera’ partecipe di una indignazione senza confini.

Non si puo’ fare come l’avvocato Lovati che diceva fatti ed ipotesi viste nei sogni. “Perche’, non posso sognare? Non posso raccontare un sogno che ho fatto? E’ vietato sognare?” -sosteneva-.

Certo che no. E’ lecito e normale che ciascuno sogni. Poi d’altro canto dietro un sogno potremmo oggi, ora, provare raccontare la convinzione di quell’indicibile movente del delitto che farebbe da impulso solo ad una ridda di querele.

Quel movente e’ cosi’ indicibile che sembra impossibile che la procura non ne conosca i dettagli. La procura deve conoscere il movente che ha portato alla uccisione di Chiara Poggi e lo deve conoscere proprio perche’ impossibile da concepire, “scabroso.” Perche’ inenarrabile.

E’ uno di quei fatti che sconvolge la societa’ in tutti i suoi aspetti scompaginando regole, leggi, comportamenti e morale. Un fatto che disgusta e ripugna tutti nessuno escluso e si farebbe comunque assai fatica a discuterlo, a parlarne senza che le cuti non si accapponassero.

Per chi scrive, si e’ illumitato il terreno sul quale ha letto il movente e, dato che non lo si e’ sognato neanche lo si puo’ raccontare. Non lo si deve raccontare.

La considerazione che facciamo e’ quella che riconosce all’avvocato De Rensis, difensore di Alberto Stasi, la convinzione che egli ha circa questo fatto. Egli ha ripetuto in quasi tutti i consessi nei quali si e’ presentato che: “ben vengano le indagini analitiche dei DNA, delle impronte e compagnia bella, quello che sara’ dirimente saranno le indagini tradizionali senza troppi ‘fronzoli’ ed arzigogoli scientifici.

De Rensis ci trova d’accordo. Ben vengano nuove impronte, scarpe, polpastrelli, palmi di mano, ignoti 3, 33, cromosomi y, aplotipi, ma quello che portera’ alla soluzione, all’individuazione del movente e quindi all’assassino ed i suoi compartecipi in concorso, saranno in primo luogo deduzioni logiche ed attente a quanto detto, fatto e registrato sino ad oggi in diciotto anni. Queste leย  indagini tradizionali cui si riferisce De Rensis. L’approdo e’ alla portata e la linea della dirittura d’arrivo e’ tracciata. Impossibile che la procura non abbia nelle proprie carte il movente chiaro della faccenda scabrosa avvenuta quel 13 agosto 2007.

Advertisement
Articolo precedenteRASPELLI: Preghiera interreligiosa mercoledรฌ 24 a mezzogiorno a Milano, davanti alla stazione Centrale, una delle iniziative benefiche dei City Angels di Mario Furlan
Articolo successivoMassafra. Approvati vari punti del giorno alla Seduta Comunale del 22 dicembre.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui