La famiglia Poggi protegge suo figlio Marco.
E’ comprensibile la paura di non voler mettere in gioco e rischiare di “discutere” anche il secondo figlio dopo la morte cruenta della povera Chiara. Ma questo tipo di protezione parossistica fuori da ogni consuetudine insospettisce non fosse altro per il silenzio tombale che su Marco incombe ed e’ imposto.
I genitori di Chiara sono per la colpevolezza di Alberto Stasi, il fidanzato della vittima oramai assassino conclamato da una sentenza della Cassazione. Nessun altro nome, nessuna circostanza nuova e neanche le nuove indagini sono in grado di poterli convincere che sarebbe possibile a questo punto trovare un altro assassino diverso da Stasi.
Ma e’ lecito chiedersi: ad una famiglia colpita dalla perdita di una figlia uccisa in maniera disumana cosa interessa chi sia l’assassino? Insomma che sia stato Tizio oppure Caio cosa cambierebbe? Nessun interesse vi e’ nel preferire il colpevole. Non vi e’ obiettivamente nessuna ragione, un assassino vale l’altro sia che sia stato Tizio sia che sia stato Caio.
Ma in questo caso sembra non valere “l’uno vale l’altro” non sarebbe la stessa cosa eppure i genitori Poggi volevano molto bene ad Alberto sino a dopo l’omicidio di Chiara.
Quindi l’uno non varrebbe l’altro ed allora ci dovremmo scervellare nel trovare il perche’. Per partito preso? Perche’ le prove contro Stasi per la famiglia Poggi sono granitiche? Perche’ sapevano di insanabili dissapori tra i due ragazzi?
Sta di fatto che Marco e’ fuori dalla portata delle TV, dei giornalisti forse solo perche’ molto amico di Andrea Sempio. Ma allora cosa ci sarebbe di male?
La procura certamente conosce i motivi di questa “protezione” di Marco Poggi. Sa bene il perche’. Certo e’ che questo comportamento non depone a far chiarezza sui fatti passati e presenti ma su quelli futuri potrebbe essere risolutivo.











