Garlasco. E se Marco Poggi non partì affatto per le vacanze in montagna in Alto Adige a Falzes, in Val Pusteria, con i genitori?
Nel giornalismo investigativo, l’esercizio del dubbio nella ricerca della verita’ e’ una componente essenziale. E se Marco Poggi, fratello di Chiara, non fosse partito davvero per le vacanze in montagna con i genitori, come da versione ufficiale?
Naturalmente, va ribadito con forza: non esistono, allo stato attuale, elementi pubblici che smentiscano la partenza di Marco Poggi per Falzes. Qualsiasi ipotesi contraria resta nel campo dell’ipotesi e della speculazione. Ma il giornalismo non è solo cronaca dell’accertato; è anche capacità di porre domande, di esplorare i “se” e i “ma” che aiutano a comprendere la complessità dei fatti.
E’ ovvio che questa e’ una ipotesi peregrina e resta tale senza alcuna velleita’ di intervento sulle verita’ e sui fatti acquisiti che hanno portato ad una sentenza definitiva di condanna di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi. Senza contare che, considerando che Marco e’ il fratello di Chiara, sarebbe impensabile il solo pensare ad un suo coinvolgimento nel suo assassinio.
Quindi ufficialmente Marco Poggi si trovava a Falzes in Val Pusteria con i genitori. Anzi, la famiglia Poggi era in vacanza insieme alla famiglia Biasibetti dove il figlio di quest’ultimi, Alessandro, era amico di Marco. Purtroppo i tabulati di Marco non furono acquisiti cosi’ come non furono acquisiti i tabulati della famiglia Biasibetti ne’ tantomento i tabulati di Alessandro.
Quello che si sa per certo, perche’ esistono i tabulati della mamma di Chiara, che la cella di Marco il 12 agosto aggancia la cella di Brunico. Stanti a questa prova allora Marco Poggi si trovava sicuramente da quelle parti salvo che non si voglia fare l’illazione che il suo telefono fosse in possesso di qualcun altro.
Ora, non sembra verosimile che addirittura due famiglie, insieme in vacanza nello stesso posto, abbiano mentito ed insieme invece non fossero.
Il fatto e’ che neanche l’albergatore si ricordava della presenza di Marco Poggi e neanche ricordava che la famiglia Biasibetti fosse insieme a quella dei Poggi a meno che i Biasibetti non avessero alloggiato in un albergo un po’ piu’ distante da quello della famiglia di Marco e che Alessandro e Marco si siano accomodati da questi. In questo modo ecco spiegato il perche’ l’albergatore non si ricordasse della presenza di Marco insieme con i suoi genitori.
Ma tutto cio’ va verificato chiedendo per esempio alle strutture alberghiere della zona se in quei giorni abbiano accolto la famiglia Biasibetti.
La presenza o l’assenza di Marco Poggi nei giorni del delitto è sempre stata considerata un punto fermo. Ma cosa accadrebbe se, anche solo teoricamente, quel punto fermo venisse messo tra parentesi? È una domanda di metodo puramente ipotetica che si incastra nel panorama delle indagini tradizionali che hanno portato Alberto Stasi ad essere condannato per essere stato riconosciuto assassino di Chiara Poggi.
Ma proprio per questo, la domanda giornalistica si fa più interessante: cosa sarebbe cambiato se quell’assenza non fosse stata considerata indiscutibile?
Non si tratta di affermare che ciò sia avvenuto, ma di interrogarsi su come una simile eventualità avrebbe modificato l’interpretazione di movimenti, orari e contatti. In ogni indagine complessa, l’alibi è uno snodo cruciale. Se un alibi è solido, rafforza la ricostruzione; se è fragile, apre nuove domande.
Ma allo stato e sino aprova contraria incontrovertibile, Marco Poggi si trovava davvero a Falzes in Val Pusteria con i genitori e qualsiasi dubbio anche quello appena esposto e’ infondato. Nell’ambito di questo momento ogni dubbio non pretende certo di riscrivere la storia ma semplicemente di trovare i giusti riscontri ad assunti sui quali l’opinione pubblica e gli stessi inquirenti si stanno interrogando.




